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26 giorni fa
By motogp.com

GP d’Australia, il commento

Una gara nel segno di Crutchlow e della rimonta di Rossi; Marquez è fuori. Italiani a podio nelle altre classi.

Il GP d’Australia, seconda prova del triplete asiatico, si chiude con la vittoria di Cal Crutchlow. Il britannico fa tutto bene e sale per la seconda volta in questa stagione sul gradino più alto del podio. Marquez, già campione del mondo, chiude a zero punti dopo una caduta. Valentino Rossi è secondo dopo il recupero dal quindicesimo posto allo spegnersi del semaforo. Terzo un concreto Maverick Viñales. La domenica è per Marco Simoncelli, scomparso il 23 ottobre del 2011 a Sepang. In tanti lo hanno voluto ricordare.

Cal Crutchlow, LCR Honda. Il residente all’Isola di Man vince la gara a Phillip Island dopo un intero GP dove ha dimostrato grande condizione. In qualifica il pilota di Lucio Cecchinello riesce a tenere il passo di uno strabordante Marc Marquez e si posiziona in seconda posizione. Le nuvole e la pioggia che hanno più volte mescolato le carte venerdì e sabato sono lontane e dall’avvio sotto il sole Crutchlow è nelle prime posizioni. La caduta del campione del mondo gli apre la strada alla vittoria centrata con sapienza. Come lui stesso spiegherà nel finale di gara, l’unico modo per tenere alta la temperatura delle Michelin nel fine pomeriggio australiano era continuare a spingere, la strategia migliore per evitare una possibile caduta. Per l’inglese è il secondo successo dopo la vittoria a Brno ed è il quarto podio; mai una stagione così. Primo dei piloti satellite? Forse qualche cosa in più.

Valentino Rossi, Movistar Yamaha. La domenica sulla baia è nel segno del Valentino-show, un’altra mezza impresa di questo campione infinito. Da venerdì a sabato per Rossi non c’è luce e il cielo plumbeo, la pista bagnata e il freddo lo costringono ad inseguire, a fatica. Nella qualifiche è obbligato alla lotta in Q1 dove esce sconfitto e la notizia della giornata, più che l’ennesima pole di Marquez, è di Dottore che scatterà dalla quindicesima casella in griglia di partenza. Non accadeva da cinque anni, dalle stagioni con la Ducati. La mattinata di domenica è caratterizzata del sole e della temperatura in aumento. Nel warm up Rossi cambia pelle, è secondo e la gara si preannuncia spettacolare. Dopo il via è una rimonta perfetta; quasi surreale è la facilità con cui il numero 46 ha la meglio sugli avversari e la scalata termina fino alla terza posizione poi diventata seconda dopo la caduta di Marquez. Ma è anche la domenica di Crutchlow e il britannico è troppo forte per Valentino. È piazza d’onore, 20 punti che gli danno uno slancio nel duello per il secondo posto iridato, il rivale di scuderia Jorge Lorenzo ora è a meno 14.

Maverick Viñales, Suzuki Ecstar. Un altro risultato importante per il talentuoso ragazzo di Figueres che per la quarta volta nel 2016 mette la GSX-RR nelle posizioni che contano. Anche per il numero 25 la domenica è tutta un’altra storia rispetto al sabato difficile e, dopo la risalita dalla tredicesima casella in griglia di partenza, si aggancia all’ultimo gradino del podio dopo aver avuto la meglio su Andrea Dovizioso (Ducati Team) e sul compagno di box Aleix Espargaro che nella pressione del derby sbaglia e cade. Viñales è la quarta forza del campionato; davanti a lui solo Marquez, Rossi e Lorenzo. 21 anni e del 2017 con la Yamaha ufficiale, il futuro è suo.

Marc Marquez, Repsol Honda. Il talento di Cervera mette da subito le cose in chiaro e in qualifica non lascia nulla agli avversari conquistando la sessantacinquesima pole position in carriera grazie ad una tattica perfetta e a una superiorità indiscutibile. Il campione del mondo parte davanti e se non fosse per quello che accade al decimo giro la gara a Phillip Island sarebbe la sua sesta vittoria stagionale. Ma così non è e a meno diciassette tornate dalla fine un errore alla curva 4, forse una traiettoria sbagliata, lo mette fuori dai giochi. Capita, soprattutto quando può capitare, ovvero, dopo essere già stato incoronato pentacampione. Il 2016 rimane il suo anno.

Marquez out, cade alla curva 4 di Phillip Island

Altre Classi

La gara australiana della Moto3™ sembra stregata per i piloti italiani. La corsa è nel segno della cadute e degli incidenti. Vince Brad Binder, portacolori Red Bull KTM Ajo e neo campione del mondo che resta al sicuro dagli imprevisti provando e riuscendo a dominare la corsa. I piloti tricolori migliori della categoria leggera vanno nella ghiaia e l’unico immune alla sventura è Andrea Locatelli (Leopard Racing) che conquista la piazza d’onore dopo un fine settimana da voto 8; è al suo secondo podio stagionale. In Moto2™ accade tutto al fotofinish e la gara si decide tra motori; Tom Luthi (Garage Plus) ha la meglio su Franco Morbidelli (Estrella Galicia 0,0 Marc VDS) sul rettilineo del traguardo per 0,010s; il pilota romano nell’ultimo giro era al comando della gara ma in rettilineo la Kalex di Luthi spinge di più e per lo svizzero è la quarta vittoria, la seconda consecutiva. Morbidelli si deve accontentare del secondo posto, il sesto podio stagionale. La classifica iridata dell’unica classe ancora senza campione del mondo si accorcia e muta. Luthi è ora secondo alle spalle di Johann Zarco (Ajo Motorsport) che conclude la gara australiana solo al dodicesimo posto ma beneficia della caduta di Alex Rins (Paginas Amarillas HP 40), in calo di condizione e ora terzo. Morbidelli chiude le prime quattro posizioni.

L'incidente della classe leggera a Phillip Island