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7 giorni fa
By motogp.com

Bautista, l’atteso quarto

Lo spagnolo del team Aspar, fermo a pochi passi dal podio di Termas, in esclusiva a motogp.com.

Il quarto posto di Alvaro Bautista al GP d’Argentina non deve certo stupire. Il portacolori del team Pull&Bear Aspar è stato uno dei migliori del precampionato 2017. Un’ottima prestazione di tutta la squadra quella del secondo appuntamento stagionale, nella quale deve essere messo in luce anche il secondo tempo in qualifica del compagno di box Karel Abraham. Bautista si candida ad essere uno dei possibili vincitori satelliti di un GP e, in viaggio verso Austin dove tra due settimane inizierà la terza prova del Campionato del Mondo MotoGP™, commenta il recente risultato argentino.

Bautista, la non sorpresa del 2017

“È questa la posizione dove dovrei state”, è convinto il numero 19; in questa stagione sulla bianca e fluo DesmosediciGP versione 2016, “È dove sono stato in passato e per la quale abbiamo lavorato duramente in modo da arrivarci ancora in futuro”.

Durante tutto il fine settimana, Bautista ha segnato tempi molto competitivi. Dopo una gara nelle posizioni di testa, anche se agevolata dalle cadute, è il risultato sperato e meritatissimo: “Sapevamo che stavamo facendo bene e che eravamo abbastanza competitivi, soprattutto sul passo gara”, prosegue, “Peccato per le condizioni climatiche variabili che hanno condizionato il GP, senza le quali sarei potuto partire più avanti (per Bautista solo la decima casella al via, ndr). Sapevo che avrei rimontato”.

Pare un feeling rodato da tempo quello tra il pilota di Talavera e la Desmosedici, ma il binomio non ha più di sei mesi. “Ogni moto è diversa e tutte hanno punti forti e debolezze”, afferma l’escluso dal podio sudamericano, “Ma posso dire con certezza che quella che più mi piace è la Ducati, si adatta molto al mio stile di guida. Essere pilota ufficiale di scuderie come Suzuki o Aprilia ti mette nella condizione di far sviluppare la moto con le tue indicazioni, una cosa che in un team satellite non puoi fare. Ma stare in un box non ufficiale con una Honda o una Ducati forse è meglio perché la base del prototipo è già molto buona e arriva da evoluzioni continue date dai piloti della Casa”.

Per Bautista, che insieme ai piloti Pramac Racing ha salvato il GP argentino del costruttore di Borgo Panigale, è l’ottava stagione nella categoria regina: “Adesso il livello delle moto e dei piloti è molto alto. È cambiato anche molto lo stile di guida e tutto è più estremo; sono cambiati anche i movimenti come ad esempio togliere la gamba dalla pedivella in frenata, adesso lo fanno tutti ed è fondamentale”, termina. “Sono anche permessi molti meno errori ma per fortuna ci si è evoluti positivamente anche nella sicurezza, dei circuiti e delle nostre protezioni”.