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29 giorni fa
By motogp.com

L’inizio a segno più di Arbolino

Il pilota lombardo fa un primo bilancio stagionale, tra sette giorni sarà al Mugello

Chiusa la settimana post Le Mans e i test del lunedì successivo sulla stessa pista è già tempo di pensare al prossimo GP, il sesto della stagione. Non uno qualunque: il GP d’Italia. Il Mugello non sarà un appuntamento come gli altri per Tony Arbolino (Sic58 Squadra Corse), giovanissimo pilota tricolore ai suoi primi mesi di Moto3™ e alla prima finitura a punti in Argentina. Proprio il rookie di Garbagnate Milanese poi, per ben due volte, si è potuto fregiar del titolo nel campionato nazionale e arriva all’appuntamento toscano dopo aver fatto bene in questo avvio di 2017.

Di recente Arbolino ha risposto a qualche domanda sulla sua stagione parlando con Greyhound Racing, la società che lo accompagna nella sua strada in Moto3™. L’intervista, inedita per motogp.com, si chiude con una domanda a Marco Tacca, il suo manager.

Com'è stato l'arrivo nel Campionato del Mondo Moto3™? Te lo aspettavi così?

“Nel giro veloce in qualifica più o meno il livello è lo stesso del CEV, si cerca di migliorare sempre, ma sul giro ‘alla morte’ più o meno è la stessa cosa; quello che cambia è il ritmo, fa paura! Non puoi permetterti di fare un giro tanto per fare, bisogna sempre entrare e dare il masso ad ogni passaggio sempre, per mantenere lo stesso tempo e concretizzare il tutto per il passo gara”.

Ti sei posto degli obbiettivi per quest'anno?

“Nelle prime tre gare non avevo un obbiettivo ben preciso come: ‘voglio vincere’, puntavo a migliore turno dopo turno ma la cosa importante era imparare le piste che non avevo mai visto. Nei primi tre GP i tracciati erano davvero sconosciuti; si, ci avevo giocato alla playstation ma ovviamente non è mai la stessa cosa”.

Delle prime tre gare extraeuropee cosa mi dici? Ti sono piaciute?

“Tutte e tre le piste sono belle! Quello del Qatar è un bel circuito largo, è stata un'emozione particolare correre ‘al buio’, pensavo che il grip fosse diverso ma così non è stato. Sicuramente non è stato facile adattarmi, è stata una gara tosta dove ho capito davvero quanto vanno forte in Moto3™! Anche la pista di Termas de Rio Hondo mi è piaciuta, delle tre la più semplice da imparare ed interpretare. C'è stato subito un buon feeling sia con il tracciato sia con la moto, è stato un qualcosa di naturale. Austin è una pista enorme, grandissima e molto bella. Non è difficile da interpretare, ma ci vuole tempo.

La cosa importante è che ora, da due gare a questa parte, sappiamo finalmente dov'è la prima curva dopo il rettilineo. È stato strano andare così tanto lontano e fare così tante ora d'aereo, non ero abituato, ma preferisco l'Europa è tutto più vicino e conosco abbastanza piste. Ora Mugello e Barcellona le consociamo, voglio sempre migliorare rispetto a ciò che già so, dopo i test di lunedì a Le Mans qualcosa già abbiamo cominciato a risolvere”.

Quest'anno hai cambiato squadra nel box, come ti trovi?

“I meccanici che sono con me quest'anno li conosco da parecchio perché sono sempre stati con il mio compagno di squadra dello scorso anno, però si tutti gli altri sono nuovi; la differenza è che lo scorso anno era tutto più una big family, ora invece è tutto più professionale, però ho un buon rapporto con tutti. A dire la verità il problema più grande fino ad ora sono stati i voli per le gare extraeuropee, troppo lunghi; l'Europa come ho già detto mi piace di più, con un massimo di tre ore d'aereo sei in pista”.

Per concludere, il manager Marco Tacca.

Ti aspettavi i risultati fatti fino ad ora?

“Considerando che siamo partiti molto tranquilli, senza montarci la testa con l'unico obbiettivo di fare il meglio possibile, sicuramente non mi aspettavo quello che c'è stato fino ad ora. Siamo nuovi, non conoscevamo nulla e devo dire che Tony ha cominciato molto bene. È riuscito ad entrare nell'ingranaggio del Motomondiale, con buone qualifiche e i suoi primi punti in Argentina; fino ad ora non mi posso lamentare, i momenti difficile, ci sono stati, e ci saranno; è normale fa parte del gioco ma la cosa importante è superarli. Ora cominciano le piste che già Tony conosce grazie ai campionati minori fatti gli anni scorsi, vediamo come andremo”.

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