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13 giorni fa
By Gresini Racing

A tu per tu con Fausto Gresini

L'intervista al manager romagnolo che commenta la prima parte di stagione in Moto3™ e Moto2™

Siamo arrivati al giro di boa del Campionato del Mondo MotoGP™. Le tre classi della competizione motociclistica più seguita al mondo sono in vacanza ed è tempo di bilanci. Fausto Gresini, team manager della scuderia Del Conca in Moto3™, Federal Oil in Moto2™ e direttore sportivo Aprilia Racing nella categoria regina, commenta quanto vissuto fino ad ora dai sui tre piloti delle categorie inferiori. Una delle più importanti personalità del paddock fa il punto in una completa e approfondita intervista.

Dopo nove GP, come giudichi questo inizio di stagione del Gresini Racing Team nelle classi Moto2™ e Moto3™?

“Partiamo dalla Moto3™. È iniziata positivamente, con podi con entrambi i piloti, con pole, anche se non abbiamo mai vinto, la prima parte di stagione è stata buona. Poteva andare meglio, se guardiamo al Campionato oggi, dei primi 7 in classifica hanno vinto in cinque, e guarda caso mancano solo i nostri due pur essendo stati protagonisti ogni domenica. Mi sento di dire che siamo molto forti, con entrambi, ma non abbiamo concretizzato con una vittoria che sbloccherebbe il team. Ci arriveremo, questo è sicuro: la squadra, la struttura e la gente che lavora con noi da ai nostri piloti il giusto equilibrio in una categoria fondamentale per questi ragazzi che aspirano ad arrivare alla MotoGP™. La Moto3™ è la mia categoria.

Per quanto riguarda la Moto2™ abbiamo sofferto, ma lo sapevamo. Il problema di questa categoria è che è cattiva, quasi ‘stronza’: qui prendi un secondo dal primo e sei ventesimo. Non stai andando piano, anzi, ma se non sei completamente adattato alla categoria è difficile arrivarci in fretta. Abbiamo un pilota con un grande potenziale, ancora inespresso: ha già mostrato di avere grandi doti per stare con i migliori. In più ricordiamoci che a fine anno Navarro era distrutto fisicamente: oltre ai tempi normali della categoria, ha bisogno di tempi tecnici anche per essere al 100%, e di tempo, in gara, non ce n’è mai abbastanza. L’obiettivo numero 1 è fare punti, migliorarsi e delle volte anche peggiorarsi che ci sta durante un percorso di crescita senza un compagno di squadra di fianco che è una figura a volte scomoda, ma in generale importante da affiancare a un debuttante come Jorge. L’idea è arrivare a fine stagione avendolo costantemente in top6-7”.

Moto2™, Navarro è pilota metodico e lavoratore. Cosa ti ha convinto a puntare su di lui nel difficile ruolo di successore di Sam Lowes?

“Innanzitutto io ho sempre puntato sui giovani e poi Jorge ha dimostrato di essere un vincente in Moto3™ e meritava questa occasione. In Moto3™ non ha avuto fortuna con tanti incidenti e lesioni, però ha sempre stretto i denti e questo è importantissimo in un pilota. Forse ha un carattere un po’ chiuso, e gli farebbe bene aprirsi un po’, ma non si cambia il carattere, io posso solo spingerlo a fare meglio alcune cose. Detto questo è un ragazzo sempre disponibile, molto educato e come pilota merita molta stima perché è uno ‘con le palle’!”.

Ti aspetti un podio prima di fine stagione per lui?

“Sinceramente no, ma a me piacciono le sorprese e me ne farebbe una molto gradita. Non me lo aspetto, ma credo farà molto bene nella seconda parte d’annata, sulla linea di Mugello, Catalunya e Sachsenring”.

Passiamo a Moto3™ e iniziamo con il ‘vecchio’ del team: Fabio Di Giannantonio. Cosa manca a Fabio per essere un top rider?

“Sembra che sia un veterano il Diggia, ma è appena al suo secondo anno nel mondiale. Se ci penso mi viene da sorridere. Da un punto di vista questo secondo anno è più difficile del primo perché nel 2016 aveva già fatto benissimo e oggi la realtà è un po’ diversa. Gli manca un po’ di determinazione nelle prove e un po’ di malizia che arriverà con l’esperienza. Però sentiremo parlare tanto di lui in futuro perché come si dice nella sua Roma è uno di quelli che 'jeda er gass'. Simpatico, bravo, onesto con sè stesso e con gli altri”.

Martin, piacevole sorpresa o conferma di una scelta ben ponderata lo scorso anno?

“Quando l’avventura con Enea (Bastianini) è finita lo scorso anno, il mio obiettivo era affiancare al Diggia un altro pilota forte. È stata una scommessa facile per me, perché Martin l’avevo già notato. Quello che gli mancava era stare costantemente davanti per abituarsi a questa sensazione. Credo che metterlo agli ordini di un capo tecnico come Massimo (Capanna) lo abbia aiutato a crescere velocemente, e i risultati sono un po’ sotto gli occhi di tutti”.

Con un pizzico di fortuna in più Martin e Diggia sarebbero tra i grandi favoriti per il titolo, anche se la classifica è ancora corta e i GP sul calendario ancora nove. Credi sia fattibile puntarci quest’anno?

“Credo che con tante gare ancora da fare c’è tempo. Abbiamo visto cambiare tante situazioni e velocemente. Bisogna provare a vincere ogni domenica e poi all’ultima gara faremo i conti. Divertirsi ogni domenica, non pensare al Campionato e poi le cose vengono da sole. Normalmente chi è davanti poi ha un po’ 'il braccino', quindi dobbiamo esser lì pronti se succede. È ovvio che ora l’infortunio di Jorge ha cambiato un po’ le carte in tavola, ma speriamo che rientri al 100% il prima possibile”.

Martin e Diggia, due piloti per struttura e maniera di guidare abbastanza diversi. Se dovessi scegliere qualità di uno e dell’altro, cosa prenderesti da Jorge e cosa da Fabio.

“Di Fabio scelgo la determinazione in gara: non si ferma davanti a nulla, fa pochi errori e sa gestire benissimo la gara. Jorge sul giro secco è un martello: ha una forza incredibile e grande cattiveria. Violenta la moto ed è bello da vedere, se ci riuscisse durante tutta la gara sarebbe di un altro pianeta”.

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