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25 giorni fa
By motogp.com

Bastianini, obiettivo 1: il podio

L’intervista al riminese: da un inizio di stagione non facile alle recenti prove molto positive, e si guarda anche al futuro

Il 2017 di Enea Bastianini non è iniziato bene. Il romagnolo, una delle promesse italiane in MotoGP™, a fine dell’anno scorso ha cambiato scuderia approdando alla competitiva Estrella Galicia 0,0. Ma qualcosa non ha funzionato e le gare della prima parte di stagione Moto3™ non sono state affatto memorabili per il ‘Bestia’ che di recente è stato annunciato come pilota Leopard Racing per il 2018. Acque mosse che si sono calmate. Nelle ultime prove, proprio a ridosso dell’accordo con la squadra nero celeste, Bastianini è cresciuto mettendo in posta ottime prestazioni a dimostrazioni di quello che già sapevamo: è uno dei migliori della categoria e ora è pronto a risorgere. Il campionato del mondo arriva a Silverstone; poco prima dell’appuntamento inglese, motogp.com ha fatto qualche domanda al numero 33.

1- Commentiamo la tua prima parte di stagione.

“Diciamo che non è stato sicuramente un inizio molto positivo perché comunque sia, siamo partiti un po’ male, non riuscivamo mai a tenere il gruppo di testa. Quindi abbiamo dovuto lavorare tanto e adesso prima della pausa estiva siamo riusciti a venirne un po’ fuori. Adesso ci manca quella cosa in più per raggiungere il podio e battagliare lì davanti. Faccio ancora un po’ di fatica nei sorpassi in staccata e quindi non riesco a raggiungere posizioni importanti. Comunque sia abbiamo fatto progressi”.

2- Come detto, non hai brillato nelle prime gare, c’è un motivo?

“È il mio primo anno che cambio il team da quando sono in MotoGP™. Ho fatto un po’ di fatica ad adattarmi al metodo. Poi sono riuscito ad apprenderlo e ora riusciamo ad andare avanti molto meglio. Prima avevamo delle difficoltà ma non c’è un motivo particolare”.

3- Ora un po’ di leggerezza: hai ricaricato e liberato un po’ la mente durante le vacanze? Ti abbiamo visto alle prese con veri e propri ‘river monsters’, Casey Stoner docet?

“Si, mi piace molto pescare. È rilassante e diciamo che anche questa attività mi è servita a livello mentale”.

4- Dopo la pausa estiva sei stato artefice di belle prestazioni; avete scoperto qualche cosa di diverso dal punto di vista tecnico?

“Io e il team abbiamo lavorato sulla percorrenza e l’uscita di curva, la cosa che ho sofferto di più quest’anno in gara. Abbiamo fatto delle modifiche nel warm up di Brno che hanno funzionato, e questo anche in Austria. Adesso vediamo se andranno bene a Silverstone”.

5- Ecco. Ora GP di Gran Bretagna, una previsione?

“Sarà una prova difficile perché comunque sia, anche se al momento non sta piovendo, è altamente probabile il repentino cambio climatico. Se la pista dovesse restare asciutta sarebbe già un gran vantaggio riuscire a fare tutte le prove libere nelle stesse condizioni per capire cosa ci manca”.

6- Su quali tracciati ti vedremo competitivo o quali ti piacciono di più?

“Diciamo che quella sulla quale storicamente sono andato meglio, a parte Misano, è Motegi. Lì mi trovo abbastanza bene e l’anno scorso sono riuscito a vincere. L’Australia direi di no perché ci sarà molto vento e lo soffro un po’. In Malesia invece dovremo vedere perché non sono mai riuscito a correre come si deve a Sepang. Quindi oltre a Misano, direi che posso fare bene in Giappone”.

7- Adesso la seconda parte di annata, cosa ti aspetti e quali sono i tuoi obiettivi?

“Sicuramente provare a salire sul podio. Quest’anno ci sono andato molto vicino in un paio di occasioni e sarebbe un bel risultato, sia per me sia per il team. Poi tutto quello che viene di più è ben accetto”.

8- Nel 2018 farai il cambio di scuderia, il motivo di questa scelta?

“Domanda difficile e non posso, ora, dare una risposta esaustiva. Sicuramente una serie di fattori mi hanno spinto a farlo ma soprattutto, perché è una squadra con la quale posso fare bene: quest’anno è il team vincente e lo è stato anche nelle stagioni passate”.

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