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27 giorni fa
By corsedimoto.com

Petrucci: “Il ciclo si sta completando”

Il rapporto tra il team Pramac e il ternano potrebbe concludersi a fine 2018. Poi, ancora Ducati o Aprilia?

Danilo Petrucci verso un altro team, è quella che potrebbe essere la prospettiva nel 2019 secondo La Gazzetta dello Sport, poi ripotata dalla pubblicazione online corsedimoto.com. In una lunga intervista firmata da Paolo Ianieri, il ternano della scuderia Alma Pramac Racing, parla della stagione ormai alle porte e del suo futuro, confermando che quest’anno potrebbe segnare la fine dell’avventura con la formazione che lo ha consacrato in MotoGP™.

“Ho letto sulla Gazzetta che sono già licenziato, che arriverà Bagnaia al mio posto”. Commenta il Petrux. “A parte gli scherzi, Paolo Campinoti (proprietario Pramac, ndr) e io ne eravamo coscienti: lui mi ha tirato fuori dagli inferi, ma sapevamo che questo sarebbe stato l’ultimo anno assieme, il ciclo si sta completando. È anche il senso del progetto Pramac”. Petrucci entra nei particolari: “Io ho un contratto con Ducati e ho un’opzione che scade a giugno per entrare nel team ufficiale, altrimenti sarò libero”.

Un pilota forte, con talento e a livello umano formidabile che resta libero sul mercato farebbe gola a molti. Come ad esempio Aprilia e KTM. Il numero 9 dice a riguardo: “Nel 2017 la tentazione di andare in Aprilia è stata forte, diventare pilota di una casa italiana mi allettava molto. Ma non volevo finire da separato in casa. Però dopo 7 anni in MotoGP™ l’ambizione è quella”.

Una possibilità reale essere un pilota di un team ufficiale resta intatta per l’anno che verrà: “Il sogno è quello”, prosegue Petrucci. “Ma credo che tutto si deciderà alle prime gare e non trovo sia molto giusto: se firmi dopo 3 GP, gli altri 15 li corri con una motivazione diversa. Quanto successo a Folger forse dipende anche da questo, è un mondo che mette addosso molta pressione”.

Termina con una prospettiva sull’annata che inizierà a breve con i test di Sepang: “Voglio ripetere nel bene quanto mi è riuscito nel 2017, ma con meno bassi. Ci sono state gare nelle quali non ho capito i problemi che il mio stile di guida causava. A me piace guidare di traverso, ma le Michelin sono delicate e l’ho pagata. Un anno fa ero preoccupato non sapendo se sarei riuscito a fare quel passo necessario per essere tra i migliori. Ora lo sono molto meno. Non mi metto tra chi può vincere il titolo, ma vorrei conquistare quella vittoria sfiorata due volte”.

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