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24 giorni fa
By motogp.com

Paolo Simoncelli: "Volevo che Niccolò tornasse a sorridere"

L'intervista al manager e fondatore del team Sic58, adesso con un Antonelli in grande forma

Il Campionato del Mondo Moto3™ è iniziato e a brillare tra i piloti di casa nostra è stato Niccolò Antonelli. Autore della pole in Qatar, quarto in gara e sempre nelle prime posizioni nel precampionato, il romagnolo è stato protagonista di un recupero di forma che lo ha fatto tornare tra i migliori della categoria cadetta. La motivazioni, probabilmente, sono riconducibili al cambio di casacca e all’approdo nel team Sic58 Squadra Corse. Il grigio anno con KTM è stato messo alle spalle e un 2018 tutto da prendere attende il pilota della VR46 Academy ora sotto la guida esperta di Paolo Simoncelli. La scuderia o meglio, il grande un progetto che porta il nome del Sic, ha appena concluso il primo GP della stagione nel quale Tastuki Suzuki (il compagno di box di Antonelli) si però è infortunato. Inoltre, la formazione italiana ha partecipato alla tappa portoghese del CEV nella quale sono stati impegnati altri giovanissimi piloti. Di questo e altro ha parlato proprio Paolo Simoncelli in una intervista a motogp.com. Il team manager e fondatore ha illustrato i passi futuri della squadra con il 2019 segnato dall’ingresso in MotoE™, la quarta categoria del MotoGP™.

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Martin…No, è Antonelli – pole in Qatar

Antonelli si è rivelato subito veloce. Quando lo avete scelto si aspettava questo suo ritorno ad essere competitivo da subito?

“Antonelli è sempre stato veloce. Penso che non abbia mai trovato la squadra giusta perché come tutti i piloti ha bisogno dell’ambiente giusto vicino altrimenti non danno il 100%. Ho cercato di capire quali fossero i suoi problemi e ho cercato di risolverli. La prima cosa che gli ho detto è stata quella di mangiare tagliatelle e dolci, perché era triste ed era magro. Volevo che tornasse a sorridere. Qualcosa abbiamo rimediato e in Qatar è stato veramente bravo”.

Lo mettiamo tra i candidati al titolo?

“Sono già tre o quattro anni che deve essere tra i candidati. Però le corse sono strane, difficili ed imprevedibili. Meglio non fare previsioni. Quando la ruota gira bene tutto funzione, quando invece si hanno i primi problemi tutto si scombina. Per vincere c’è bisogno che gli ingranaggi girino alla perfezione. Lui resta comunque un pilota veloce”.

È bastato un inverno per cambiare, su cosa ha più lavorato Niccolò?

“Ha sentito la fiducia che gli abbiamo dato. Inoltre penso di sapermi muovere con i ‘bambini’ perché anche se ha ventuno anni fondamentalmente è un ragazzo giovane. Il fatto di essere stato padre di un pilota poi mi aiuta tanto”. 

Quanto ha beneficiato un ritorno ‘a casa’ in una squadra italiana, non della sua città ma quasi?

“Siamo vicinissimi come città. Lui aveva bisogno di questo cambiamento e, oltre all’ambiente, ha anche trovato un capo tecnico molto bravo (Marco Grana) con il quale si trova bene.

Ho cercato di capire quali fossero i suoi problemi cercando di risolverli. La prima cosa che gli ho detto è stata quella di mangiare tagliatelle e dolci perché era triste e magro Paolo Simoncelli (Sic58 Squadra Corse) su Niccolò Antonelli

Suzuki è caduto a pochi secondi dal termine della FP1 procurandosi una frattura al radio, come sta? Rientra per l’Argentina?

“Suzuki è un somaro (ride). Si è fatto male a causa di una leggerezza e per l’Argentina dovrebbe rientrare. Questa è una delle cose che possono succedere in ogni momento e non sono prevedibili. Il danno è lieve, speriamo possa esserci per il prossimo GP. Sta facendo della magnetoterapia, dovrebbe farcela”.

Che cosa si aspetta da i suoi ragazzi per il prossimo GP?

“Dire che non siamo qui per vincere non lo dico. Siamo qui per far bene! L’anno scorso in Argentina, Tatsu ha segnato il suo primo risultato vero (ottavo, ndr). Quest’anno, con al suo fianco un altro pilota veloce come Antonelli, dovremmo riuscire a far bene”.

E per la stagione?

“Se si cominciano a fare dei buoni risultati tutto sarà più facile. I piloti vanno più forte se il loro è un buon inizio”.

Quali sono i vostri progetti futuri, si è parlato di un impegno in Moto2™ nel 2019, confermiamo?

“Nell’immediato futuro saremo nella MotoE™. Vorrei fare anche la media cilindrata perché mi piacerebbe arrivare in alto partendo con i ragazzi CEV e diventare un team importante. Ci provo, stiamo cercando le risorse ma ci vorrà un po’ di tempo; l’obiettivo comunque è quello”.

Ecco, è iniziato il campionato spagnolo, avete dei piloti promettenti; cosa vi prefiggete in quella competizione?

“Mi auguro il meglio da tutti. Nella European Talent Cup ho due piloti molto giovani che secondo me hanno un gran bel potenziale. Sono Matteo Bertelle e Matteo Patacca. Credo che abbiano veramente qualche cosa in più. Poi ho Mattia Falzone che è alla sua prima volta nelle ruote alte e, in Moto3™, ho due corridori (Yari Montella e Bruno Ieraci) con i quali mi piacerebbe portare a casa qualche buon risultato. Confido molto nei due bambini della Talent Cup”.

In questa stagione si celebrano i dieci anni del titolo di Marco, avete in programma qualche iniziativa particolare?

“Qui tutti i giorni si parla di Marco, è dentro di noi in ogni momento e lo portiamo a spasso per l’Europa e per il Mondo. Non abbiamo pensato a nulla in particolare, tutto di noi ha il suo nome. Non è necessario”.