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14 giorni fa
By motogp.com

La prima di Biaggi e il trono di Suzuka

Venti anni fa il romano faceva il suo esordio in 500cc e, a Suzuka, si prese tutto. Il suo ricordo in esclusiva a motogp.com

Oggi, il 5 aprile, si celebrano i vent’anni del debutto di Max Biaggi nella massima categoria delle competizioni iridate. Era il 1998, il romano arriva in 500cc come re della quarto di litro. La sua moto è la Honda NSF, una quadricilidrica a due tempi esponenzialmente più difficile e potente della 250cc con la quale fece suoi cinque GP nella stagione precedente e la corona iridata.

L'esordio stellare di Biaggi

Fu un debutto che passerà alla storia. Nel primo GP a Suzuka con i colori del Team Kanemoto, Biaggi conquista la vittoria dopo essere partito dalla pole position e aver messo a referto il giro veloce eguagliando così il record di Jarno Saarinen come vincitore nella gara d'esordio nella mezzo litro. Mick Doohan, il dominatore della classe e le Honda Repsol, incassano il colpo.

È lo stesso pilota italiano, oggi ambasciatore Aprilia, a ricordare qui momenti: “La 500cc era la MotoGP™ di oggi”, dice Biaggi. “La classe più difficile, dove c’era un campione affermato: Doohan. Non era semplice come debutto. Suzuka mi piaceva, era una delle piste più difficili del mondiale ma mi entusiasmava molto. Quando abbiamo fatto le prime prove mi sono reso conto che mi trovavo a mio agio su quel tracciato con quella moto. Tutto mi è venuto abbastanza naturale. Avevo fatto anche un gran bel tempo in qualifica, tra me e Doohan c’è quasi un secondo. Alla fine, la gara è stata una partenza dalla prime posizioni tenendo poi la testa della corsa fino alla vittoria”. Biaggi svela un particolare tattico. “Avevo fatto una scelta di gomme più morbide rispetto agli altri puntando su una posteriore soft; gestendola bene mi ha dato un vantaggio”.

Proseguendo il viaggio nei ricordi di quella gara mitica riaffiorano altre emozioni: “Mi ricordo che avevo tutti i ‘sensori del corpo aperti’ ”. Racconta Biaggi, “Ero molto teso e voglioso di non sbagliare. Sentivo la pressione perché arrivavo nella massima cilindrata, che di suo è una grande cosa, come vincitore di quattro mondiali consecutivi e debuttavo come campione del mondo in carica della 250cc. Si sente il peso di non dover sbagliare”.

E la linea del traguardo a dividere la tensione della corsa dalla gioia per la vittoria: “Ho provato grandi emozioni quando ho visto la bandiera a scacchi ma solamente dopo ti rendi conto di aver fatto una cosa pazzesca. Solo Saarinen ci era riuscito prima di me (era il 1973, ndr). Mi sono accorto di aver segnato un record, dopo oltre 30 anni aver seguito quel grande pilota”. Termina, “Sono sensazioni indimenticabili”.

 

 

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