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8 ore fa
By Nick Harris

Nick Harris: dire Pedrosa è dire vittorie e sfortuna

L'ex voce del MotoGP™ commenta la parabola sportiva dell'alfiere Honda che a fine stagione saluterà le competizioni

Esiste la pura sfortuna? Nel caso di Dani Pedrosa penso di sì. La grande domanda che tutti si sono fatti quando la settimana scorsa ha annunciato il suo ritiro dalle corse è stata per quale ragione un pilota del suo livello non abbia mai vinto nella classe regina.

Pedrosa è stato un corridore da record: ha vinto una gara ogni stagione per dodici anni di fila, numeri simili solo a quelli del quindici volte iridato Giacomo Agostini. Solo la storia del motociclismo italiano e la leggenda Valentino Rossi hanno raggiunto più volte il podio mentre è stato solo Valentino a battere Pedrosa come numero di podi nella massima serie.

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Pedrosa smette di correre, rivivi tutta la conferenza stampa

Dopo i suoi titoli mondiali in 125cc e in 250cc (due) ci aspettavamo che la corona della massima cilindrata fosse solo una questione di tempo per l’uomo HRC. Ma non è mai arrivata, perché? Due immagini riassumono bene la decennale carriera di Dani Pedrosa, pilota talentuosissimo, spesso sottovalutato e molto sfortunato.

Lo ricordo due anni fa nella conferenza stampa a Misano quando vinse da dominatore il GP di San Marino. Si lasciò dietro i suoi tre grandi rivali, Lorenzo, Rossi e Marquez chiudendo una gara perfetta, in solitaria, con quasi tre secondi di vantaggio sul resto del gruppo. Indimenticabili poi i suoi sorpassi su Marquez e su Rossi, da manuale. Quella volta Pedrosa ha ribadito di essere uno dei fantastici quattro.

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La carriera di Dani Pedrosa

Torniamo a tredici anni fa, a Phillip Island, quando un elicottero decolla dal circuito all’ospedale di Melbourne. Cinque giorni Pedrosa, la giovane promessa spagnola della due ruote, aveva fatto suo il primo dei suoi titoli con il successo a Sepang. Nella prima sessione di prove libere australiane però fu vittima di un incidente in uscita della curva Lukey Heights. A tutti sembrò un normale incidente di pista, ma come poi avremmo avuto sfortunatamente modo di capire con gli anni, per Pedrosa anche la caduta più banale poteva diventare critica. Quella fu la prima e si ruppe entrambe le caviglie. Nella sua carriera è rimasto spesso vittima di incidenti e la maggior parte della volte non per colpa sua. Molte, troppe volte abbiamo assistito a fine settimana di GP nei quali, quando gli avversari si preparavano alla bagarre della domenica, Pedrosa era costretto al ritorno a casa con una frattura.

Domenica il suo brillante compagno di scuderia, Marc Marquez, ha vinto per l’ennesima volta al Sachsenring. Nelle celebrazioni ha reso omaggio proprio al connazionale e maestro come riconosciuto qualche giorno prima. Da qui alla fine ci saranno ancora quattro mesi nei quali potremmo godere della grandiosità di Dani Pedrosa come pilota prima che si chiuda una carriera vittoriosa purtroppo segnata dalla pura sfortuna.

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Dani Pedrosa, un esempio in pista

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