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14 giorni fa
By motogp.com

Qualifiche, è questione di scie

Piloti vicini e pochi minuti per trovare il giro buono. Le qualifiche portano spesso a giochi di scia, come a Buriram

Anche in Thailandia, Marc Marquez (Repsol Honda Team) ha avuto la meglio e ha conquistato la pole position della prima edizione del PTT Thailand Grand Prix. Nulla è riuscito a frenare lo strapotere del Campione del mondo in carica, neppure i giochi di scia, frequenti su ogni tracciato ed in ogni classe.

Nella qualifica a Buriram, infatti, lo spagnolo del team Repsol Honda si è trovato alle spalle Andrea Iannone (Team Suzuki Ecstar) durante alcuni dei suoi attacchi al tempo. Lo scontento di Marquez era palpabile, così come quello di altri piloti, che a volte trainano senza volerlo gli avversari.

I piloti hanno pochi minuti per trovare un buon giro e conquistare la miglior casella possibile sulla griglia di partenza. Spesso il traffico in pista è molto ed è inevitabile essere vicini. Per questo non c’è una regola che penalizza o vieta le scie durante le sessioni di qualifica. Più piloti hanno spesso rallentato per poi accodarsi a chi è più rapido e sfruttarne la velocità.

A Buriram non è diverso e, per quanto a molti centauri non faccia piacere, seguire un avversario non è considerato un crimine, se fatto rispettando la sicurezza in pista. Nessuna condanna ad una strategia che può portare il più avanti possibile un pilota alla ricerca di risultati.

Nemmeno Andrea Dovizioso (Ducati Team) punta il dito, nonostante scenda in pista e possa provare fastidio nel sentire alle spalle la presenza di un rivale alla caccia di un traino. Oggi l’italiano, terzo in griglia, osserva in particolare la condotta del connazionale Iannone, dietro di lui dopo aver cercato la scia di Marquez: “Iannone ha bisogno della bussola per girare in pista, perché è stra-veloce, ma i tempi li fa solo dietro agli altri. In generale devi sempre fare un tira e molla, non puoi entrare in pista solo per fare il tuo tempo. Devi cercare di seminare gli altri quando puoi, ma non è niente di nuovo”.

Spiega però il motivo dello scontento, che ovviamente è da imputare alla strategia che ognuno mette in atto per cercare di ottenere il miglior risultato possibile ed essere davanti a tutti: “È più una questione di cercare di non far fare i tempi agli altri. Chiaramente è più facile da dietro poter fare un giro migliore, quindi tutti se hanno la possibilità ci provano. Diciamo che a priori lui lo fa, ma non lo dico per fare polemica, è semplicemente una constatazione. È anche normale essere tutti attaccati”.

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