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21 giorni fa
By gazzetta.it

Iannone, l’uomo oltre i 354 km/h

Il pilota Ducati ha siglato un nuovo record al GP d’ Italia: 354,9 Km/h di velocità di punta. Ecco le sue sensazioni a Gazzetta.it.

354,9 Km/h di velocità di punta, è questo il nuovo record firmato da Andrea Iannone al recente GP d’ Italia. Sulla pista del Mugello il portacolori Ducati Team ha spinto la sua DesmosediciGP dove nessuno è mai arrivato nella classe regina e, a Gazzetta.it in un articolo firmato da Paolo Ianieri, racconta le sensazioni che si provano ad un quarto della velocità del suono.

“Posso dire che l’adrenalina è pazzesca, per me che vivo di questo è come toccare il cielo con un dito”. spiega Iannone al giornalista, descrivendo quello che sono un pilota della classe regina può provare. “È una velocità altissima. Troppa no, ma non è facile da gestire”.

Il numero 29 del Team ha raggiunto il record in fondo al rettilineo dei box nel corso del secondo giro di gara; un punto della pista caratterizzato anche dalla presenza di un piccolo dosso. “Lì la mia moto si stacca per un attimo con entrambe le ruote”, dice Iannone. “Un po’ di strizza ti viene, lo ammetto. Ma è come sulle montagne russe, ci sali e sei terrorizzato, ma appena sceso faresti subito un altro giro. Senti che sta succedendo qualcosa, provi una scossa di adrenalina, ma non ti accorgi, non sei cosciente appieno”.

Il corridore abruzzese insieme alla sua Ducati 2016, la moto più potente della classe regina, è diventato l’uomo della velocità dopo aver raggiunto i 351,2 Km/h nella prima gara stagionale a Losail. Prosegue nella descrizione di quelle sensazioni che giù dalla sella di un prototipo MotoGP ™ non si possono conoscere e saperle dominare è gran parte della professionalità di un pilota.  

“Sei come in un tunnel, lo sguardo fisso in avanti”, parlando della visuale oltre al cupolino con il casco che diventa tutt’uno con il serbatoio, “Capita anche di trattenere un po’ il respiro, ma succede a ogni accelerazione”.

Alla domanda ‘paura?’ il pilota Ducati rispende: “No, non puoi averne. Per provare a spiegare cosa avverti, ho un bell’esempio di quest’anno nei test in Malesia: ero in pieno rettilineo e a un certo punto il motore ha avuto come un vuoto per poi ripartire subito dopo. In quell’istante, per il colpo dell’accelerazione è come se il cervello fosse rimasto all’indietro, come un pugile che prende un cazzotto e resta stordito", Iannone termina descrivendo le qualità che un corridore professionista possiede in più rispetto ad un qualunque altro uomo. “A questi livelli, che tu vada a 350 o a 300 non puoi sbagliare. Uno normale non ci arriva a quelle cose. A noi per occhio e velocità mentale sembra di andare a 100 all’ora, è un qualcosa a cui siamo abituati e razionalmente non ci puoi riuscire”.

L' evoluzione della velocità nella classe regina

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