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24 giorni fa
By ¡Cambia el mapa!

Dovi inizia a fare i calcoli per vincere il titolo

Artur Vilalta, responsabile della comunicazione del Ducati Team, analizza le possibilità che il romagnolo ha di diventare campione nel 2020

Andrea Dovizioso (Ducati Team) è uno dei grandi favoriti per la corona di questo 2020. I motivi sono chiari: il suo primo podio a Jerez seguito dalla fantastica vittoria al GP d’Austria, insieme al secondo posto in campionato negli ultimi tre anni uniti all’assenza di Marc Marquez (Repsol Honda Team) a causa di un infortunio, ipotecano il romagnolo sul trono a fine anno. Questo è uno degli argomenti cardine del ‘Mapping 28’ del podcast in spagnolo dedicato al MotoGP™, Cambia el Mapa!. L’ospite d’onore di Ernest Riveras e Izaskun Ruiz è stato Artur Vilalta, responsabile comunicazione del Ducati Team

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Pensi che Dovizioso abbia la possibilità di vincere il Campionato del mondo quest’anno?

“Lo chiederemo a lui... – ride – Basandosi su quello che Dovi dice fin da quando è iniziato il campionato, ha sempre ribadito che il suo obiettivo è quello di vincere il titolo. Almeno lo è dal 2017, quando sono entrato a far parte di questa squadra e ho sempre visto un Dovi molto fiducioso. Ovviamente, nel 2017, dopo aver vinto in Qatar ha iniziato a crederci davvero e da allora non ha più rinunciato a quella convinzione e a quella fiducia. Ogni anno, come dice lui, è una storia. Quest’anno, data l’assenza di Marquez, si può vedere la situazione in due modi: che tutti sono in grado di vincere, non solo le gare ma anche il titolo, o che nessuno vuole questa corona”. 

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“Vedo Dovi capace e fiducioso ma questo non significa che, come dice sempre, abbia bisogno di avere in tutti i circuiti la stessa fiducia con la moto che ha dimostrato di possedere in Austria, soprattutto nella prima gara. Sa che per vincere questo mondiale, anche se atipico, deve essere competitivo su tutti i circuiti. Questo significa non scendere sotto il quinto posto in quasi tutte le gare. Ecco qual è l’obiettivo che ha sul tavolo in questo momento”.

Senza Marc, se questa lotta alla fine non fosse tra un pilota Yamaha e Dovi, o se la Ducati non coglie l’occasione per vincere, pensi che in Italia sarebbe considerato come un fallimento?  

“A questo proposito ognuno fa la considerazione che vuole. Nel 2017, non vincere il titolo, quando Dovi ha combattuto fino alla gara finale di Valencia, è stato un fallimento? E poi nel 2018... Non mi piace molto etichettare ma, e la Ducati non si nasconde, l’obiettivo di ogni anno è quello di provare a vincere il Campionato del mondo. Poi, a seconda di come evolve la stagione, dipendendo dal livello di competitività, a fine anno si fa una valutazione e si dice ‘abbiamo fatto i compiti’, ‘dobbiamo migliorare’, ‘non basta’... o con i piloti o con la squadra stessa perché, alla fine, si parla molto dei piloti ma credo che siano parte di un pacchetto dove contano molto anche la squadra, moto, ecc”. “Insisto, non mi piace mettere etichette, ma è chiaro che se dopo cinque gare ci si trova a tre punti dal leader della classifica generale, non si ha altro obiettivo se non quello di vincere il titolo”. 

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Forse ‘fallimento’ è troppo forte. Il senso è: se Dovi non dovesse vinceresarebbe una grande sorpresa o una grande frustrazione? 

“Penso che la sorpresa sarebbe nel caso in cui Dovi non combatta fino alla fine per il titolo. Questa per me sarebbe una sorpresa. Insisto, ogni campionato è una storia. Non solo ogni gara ma ogni stagione perché cambiano le moto, cambia l’asfalto o perché ci sono altri fattori, ad esempio, Dovi ha detto più volte che le gomme lo stanno condizionano molto...” 

“Dopo le due gare a Jerez nessuno dubitava che Fabio Quartararo fosse il grande candidato al titolo. Dopo Brno e le due gare in Austria, c’è chi ha cambiato idea. Penso che fino alle ultime tre gare sia difficile fare questo tipo di valutazione”. 

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