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3 giorni fa
By David Emmett blog

Che cosa sta preparando Suzuki per il 2020?

La stagione che sta per iniziare sarà storica per la marca nipponica che festeggerà sessanta anni di corse

Il Team Suzuki Ecstar nel 2019 si è preso le sue belle rivincite. I due successi firmati da Alex Rins in sella alla GSX-RR sono stati la prova che la casa giapponese ha preso la decisione giusta quando lo ha scelto nel 2017. Ma la buona stagione passata è il frutto di anni di evoluzione positiva che hanno radici ben solide.

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Rins e Mir provano il motore Suzuki 2020

Tornato nella classe regina nel 2015, il costruttore di Hamamatsu è stato da subito competitivo contribuendo a lanciare anche la stella di Maverick Viñales, oggi con i colori Yamaha ma vincitore con la azzurra nipponica nel 2016. L’anno scorso, Suzuki è salita sul podio in tre occasioni ma tra queste ci sono state le due vittorie firmate da Rins ad Austin e a Silverstone.

Senza dubbio la GSX-RR ha dimostrato di essere un’ottima moto. Il fattore chiave è stato il telaio, una continua evoluzione dell’ottima base che rende il prototipo in assoluto il più maneggevole della categoria. Il secondo aspetto fondamentale è stata la parziale riduzione della potenza del motore per facilitare la guida e ridurre i problemi di eccessivo consumo delle gomme. Nei test di fine stagione, Suzuki ha migliorato ulteriormente la capacità di percorrenza in curva portando ulteriori aggiustamenti al telaio.

Ora la domanda è: il team guidato da Davide Brivio riuscirà a fare meglio nel 2020? Un anno non casuale dato che si tratta del 60° anniversario dall’ingresso della casa giapponese nella storia dei Gran Premi. L’esordio infatti è avvenuto nel 1960 in 125cc.

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Brivio parla del nuovo motore Suzuki

Come detto, nel 2019 Rins ha vinto ad Austin e a Silverstone dove ha battuto Marc Marquez in una lotta all’ultimo centimetro dimostrando competitività, intelligenza tattica e grande decisione ma, soprattutto, marcando il suo nome tra i ‘top rider’.

Ovviamente nella stagione che sta per iniziare ci si aspetta molto anche da Joan Mir, oggi ex rookie. Il suo 2019 è stato complicato a causa di una brutta caduta rimediata nei test a Brno. Ma ha fatto vedere tutta la sua potenzialità e a Phillip Island è arrivato quinto segnando il suo miglior piazzamento stagionale.

Un 2020 che si preannuncia positivo per molti aspetti. L’obiettivo è ottenere ancora più vittorie e podi, in modo da festeggiare al meglio una stagione dal sapore storico.

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