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12 giorni fa
By Nick Harris

Basta uno schiocco di dita

II leggendario commentatore MotoGP™, Nick Harris, parla delle vittorie firmate da piloti americani prima del trionfo di Joe Roberts in Qatar

Tags MotoGP, 2020

Fino a pochi anni fa, sembrava bastasse schioccare le dita per veder arrivare, dall’altra parte dell’Atlantico, piloti che vincevano Gran Premi e, in molti casi, campionati del mondo. Era come se ci fosse stata un’inversione d marcia dei ‘Padri Pellegrini’ quando Kenny Roberts guidava la banda americana seguito da Eddie LawsonFreddie SpencerWayne RaineyJohn Kocinski Kevin Schwantz. Anche nel XXI secolo personaggi del calibro di Kenny Roberts Junior Nicky Hayden hanno fatto valere la bandiera a stelle e strisce in terra straniera. 

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“È bello tornare ad avere un americano in pole”

Solo quando Joe Roberts ha firmato quella magnifica pole in Moto2™ in Qatar che mi sono reso conto di come le gesta degli eroi americani siano rimaste saldamente presenti nei libri di storia. Un successo americano in una delle tre classi del campionato del mondo MotoGP™ era atteso da tempo. Incredibilmente, con un decennio di ritardo. 

Era stato un pilota iconico e leggendario come Ben Spies a conquistare l’ultima pole position americana. Era stato in occasione della gara del MotoGP™ del 2010 allo Speedway di Indianapolis quando il portacolori Yamaha iniziò la gara di 28 giri dalla pole position dopo aver comandato le qualifiche. Spies arrivò secondo al traguardo alle spalle della Honda di Dani Pedrosa. Sono sicuro che ci sarebbero state molte più pole e vittorie per Spies se la sua carriera non fosse stata crudelmente interrotta da un infortunio. 

Nello stesso anno un pilota americano conquistò l’unica pole position per la sua nazione in Moto2™. Mai nel media center si era festeggiata una pole position con tanto entusiasmo quando Kenny Noyes tagliò per primo il traguardo a Le Mans. Suo padre Dennis era stato un pilastro della stampa dei Gran Premi per molti decenni e credo che tutti noi abbiamo provato il suo sentimento d’orgoglio. 

Questo è tutto. Dieci anni aridi e, ad essere onesti, non c'erano segni di un cambiamento vicino fino a quel memorabile sabato sera in Qatar. 

Era il 1978 quando, uno scafato che non ha mai avuto paura di esprimere le sue opinioni, arrivò in Europa per partecipare al Campionato del Mondo 500cc. Kenny Roberts è stato ed è il più carismatico in 71 anni di storia di questo sport. Il californiano ha semplicemente fatto girare la testa sia in pista che fuori. Ha dominato il Campionato del Mondo 500cc per tre anni con uno stile scorrevole che era stato affinato sulle piste sterrate lunghe un miglio sotto le luci di casa. I piloti europei guidati dal due volte campione del mondo Barry Sheene non avevano mai visto nulla di simile e non avevano una risposta. Fuori dalla pista, Kenny è stato leader dei piloti per battersi al fine di migliorare la spaventosa mancanza di sicurezza e delle ricompense economiche. Ha avuto successo su entrambi i fronti. 

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Il momento decisivo per la prima pole di Roberts

Se questo non bastasse, ha poi portato dagli Stati Uniti Wayne Rainey ed Eddie Lawson per unirsi a piloti del calibro di Spencer Schwantz per portare avanti il dominio americano del Campionato del Mondo 500cc. Ha creato la sua squadra britannica Grand Prix e ha avuto un figlio impegnato a portare avanti la tradizione familiare e americana vincendo il titolo mondiale di 500cc nel 2000. Sono gli unici padre e figlio capaci di vincere un titolo mondiale ciascuno.  

Pat Hennen fu il primo vincitore di una gara quando trionfò al Gran Premio di Finlandia del 1976 a Imatra. Due anni prima Kenny Roberts aveva fatto un salto dall’Atlantico per testare la pioggia di Assen con una 250cc. Ha iniziato il suo debutto in pole position al Gran Premio. Avremmo dovuto capire allora che impatto avrebbe avuto. 

Quando si ha lo stesso cognome di una vera leggenda si ha tanto da dimostrare. Joe ha iniziato in Qatar.

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