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10 giorni fa
By motogp.com

Aleix Espargaro era ad un passo dal diventare pilota Ducati

Lo spagnolo racconta della trattativa avuta con la casa bolognese nel 2014 e puntualizza quelli che sono i suoi nuovi obiettivi futuri

Non è di certo un segreto: Aleix Espargaro (Aprilia Racing Team Gresini) è conosciuto per essere uno dei piloti più instancabili nel paddock, uno stacanovista sempre impegnato a tirare fuori il meglio dalla sua moto e dal migliorare costantemente la propria forma fisica. Nell’ultimo podcast di MotoGP™ in spagnolo, il catalano torna a parlare di alcune negoziazioni avute in passato, delle difficoltà incontrate nel 2019 con Aprilia e dell’immensa soddisfazione di aver trovato una RS-GP20 davvero competitiva. 

Aleix Espargaro dimostra che l’Aprilia 2020 è pronta

La stagione 2019 ha rappresentato un punto di svolta nella carriera di Aleix. Le difficoltà avute con la RS-GP non gli hanno premesso di essere competitivo come avrebbe voluto prendendo in considerazione l’ipotesi del ritiro. “L’anno scorso ho passato davvero un brutto periodo, è stato un anno molto deludente, non mi divertivo per niente sulla moto. Si tratta di un lavoro ma se quando sali in sella non ti senti bene e continui a giocarti la vita finendo a terra e senza ottenre risultati... Bhé, ho passato un brutto momento” esordisce lo spagnolo dell’Aprilia. 

Il maggiore dei fratelli Espargaro puntualizza su quello che è stato il capiloto più delicato della sua carriera recente: “Dovevo stare lontano dalla mia famiglia e ad un certo punto durante la pausa invernale, dopo Valencia e il test di Jerez, non avevo più le motivazioni per andare in moto. Ne ho parlato a lungo con Laura (la sua compagna nde) per valutare le diverse possibilità fino a decidere di prendere quest’anno come un test prima di prendere una decisione definitiva. Dopo il test di Valencia sono andato a Jerez e la moto era la stessa, tutti avevano il nuovo prototipo e io avevo lo stesso materiale della stagione già conclusa”. 

All’inizio del 2020, per fortuna, la situazione trovata da Aleix era totalmente stravolta rispetto a pochi mesi prima: “Durante il test in Malesia ho quasi pianto al termine del primo turno con la nuova moto. Siamo stati molto competitivi, quindi, non ho fretta di rinnovare con Aprilia e non so nemmeno che cosa succederà il prossimo anno o se ci sono molte possibilità. Spero che la stagione possa iniziare bene e non vedo l’ora di continuare a mettermi in mostra come ho fatto nel pre-stagione e che questo non sia il mio ultimo anno da pilota professionista”. 

Dopo aver ritrovato la motivazione per competere nel mondiale, Aleix ha sottolineato l’incertezza assoluta che coinvolge l’attuale scenario relativo ai contratti: “Ho molti dubbi perché è un anno molto difficile. Penso che dobbiamo aspettare e vedere se ci saranno dei risultati sportivi, se correremo quest’anno e, se non lo faremo, ho molti dubbi perché non so che cosa succederà. Ci sono piloti che potrebbero ritirarsi come Cal, Dovi o Valentino, quindi ci sarebbero più posti disponibili, oppure, dopo questa pausa tutti noi che stavamo pensando al ritiro rimanderemo questa decisione” puntualizza. 

Durante il podcast, il pilota di Granollers ha parlato anche di aneddoti del passato, come quando si trovò ad un passo da un progetto davvero vincente: “Alla fine, tutto va come deve andare. All’inizio ho avuto una carriera sportiva molto poco strutturata e quando sono arrivato in MotoGP™ ho sempre dimostrato di essere un pilota che lavora molto duramente. Quando ho firmato con Suzuki nell’anno in cui correvo col Forward, arrivai sesto nella classifica mondiale con una moto Open, avevo già stretto la mano di Gigi DallIgna tre settimane prima, al Sachsenring, per andare in Ducati, era praticamente tutto fatto ma alla fine Dovizioso decise di restare”. 

Aleix ha poi continuato a parlare delle mosse di mercato della stagione 2014 quando poi ad Aragon salì sul podio arrivando secondo dietro a Jorge Lorenzo. “Poi andai in Suzuki. Mi trovavo tra due dei costruttori più potenti del campionato. Feci un buon primo anno e il secondo il cambio di gomme da Bridgestone a Michelin è stato faticoso per me, ma non è una scusa, non sono stato all’altezza. Maverick vinse un Gran Premio ed è stato molto più competitivo di me. Penso che comunque non si sia trattato di un anno negativo perché terminai moltissime gare nella top 6 ma non fui all’altezza di Maverick, questa è la realtà”. 

Dopo l’esperienza con la fabbrica giapponese, Aleix ha sposato il progetto della casa di Noale. Il resto è storia: “Poi sono andato in Aprilia e penso di poter dire che sto facendo un buon lavoro. Credo che anche gli altri costruttori lo sappiano e ho solo 30 anni”. “Purtroppo quest’anno è stato così perché se avessi una moto competitiva, come sembra essere la RS-GP 2020, potrei dimostrare molto e chissà cosa potrebbe succedere nel 2021. Ma per ora non ho altra scelta che giocare a Zwift e godermi la compagnia dei miei figli” conclude Aleix sperando di tornare a correre il prima possibile. 

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