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29 giorni fa
By Nick Harris

Nick Harris blog: Superbike Island

20 anni fa, Jeremy McWilliams definì la Gran Bretagna ‘Superbike Island’ – non sbagliando. Ma il Gran Premio del 2000 fu un punto di svolta

Vent’anni fa Jeremy McWilliams chiamò la Gran Bretagna come ‘Superbike Island’ (l’Isola della Superbike) non sbagliando di molto. I tanti spettatori sparsi tra la Craner Curves e l’Old Hairpin in quel di Donington dicevano tutto. C’erano poche persone presenti, precisamente 18.500, interessate a vedere il Gran Premio di Gran Bretagna.

Chi negli anni ’70 adorava Barry Sheene poi si era emozionato con Carl Fogarty nel Campionato del Mondo Superbike. Il MotoGP faticava a portare un quarto delle persone a Donington. Il Cinzano British Grand Prix del 2000 però fu il punto di svolta.

Il 9 luglio di 20 anni fa avviene qualcosa di eccezionale. Vestito con una tuta gialla e bianca e con addosso un orecchino, un casco esuberante e un numero 46, in sella a una moto da 500 cc a due tempi e a quattro cilindri c’è un giovane 21enne italiano sponsorizzato da un gigante della birra che va a conquistare la sua prima vittoria nella classe regina.

Valentino Rossi è il nuovo idolo dei tifosi di Oltremanica. Suo padre Graziano era un grande amico di Barry Sheene ed è proprio suo figlio a ereditare lo status di idolo da Sheene.

In una classica domenica pomeriggio Rossi, in sella alla NSR Honda, riesce ad avere la meglio di colui che si laureerà campione del mondo, ovvero Kenny Roberts e di Jeremy McWilliams al termine della gara lunga 30 giri. I tifosi britannici avevano già avuto un assaggio del suo stile quando tre anni prima si era travestito da Robin Hood dopo la vittoria nella gara della 125cc sulla via che lo avrebbe poi portato al titolo mondiale. In quel 2000 Rossi vincerà un altro Gran Premio, quello di Rio. Dal 2001 la storia sarà ancora più dolce per lui.

Rossi ben presto diventa noto in tutto il mondo sia dentro che fuori dalla pista. Vince cinque titoli mondiali di fila ed è il migliore nel passaggio al quattro tempi. Porta Yamaha al successo iridato. Fuori dalla pista invece fa sì che lo sport arrivi a un punto mai raggiunto prima. La sua faccia è sulle pagine che aprono e chiudono i giornali di tutto il mondo. Il giovane ragazzo italiano si converte in un simbolo dello sport globale.

Anche Jeremy McWilliams ha fatto la sua parte. In quel Gran Premio di Gran Bretagna del 2000 in sella all’Aprilia arriva terzo a meno di un decimo da Rossi. Un anno dopo vince ad Assen la gara della 250 cc. Entrambi ancora oggi sono in pista.

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