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5 giorni fa
By Nick Harris

Il sogno di McPhee e il segno di Roger Bannister nel MotoGP™

Con John in lotta per il titolo in Moto3™, Nick Harris, ex commentatore del MotoGP™, ripercorre la storia dei piloti scozzesi

Non sarà un paese pensato per il Campionato del mondo di motociclismo, ma John McPhee sta cercando di cambiare questa situazione impegnandosi in Moto3™. Lo scozzese ha vinto il GP di San Marino ed è ora terzo in Campionato. La casa di John, Oban, sulla costa occidentale, è come la maggior parte delle persone immaginano la Scozia. Montagne maestose, mare blu che sembra quello dei Caraibi quando splende il sole, isole bellissime, tempeste atlantiche e mi vengono in mente i moscerini piuttosto che un Gran Premio motociclistico.  

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Anche se la Scozia ha prodotto diversi campioni del motorsport a due ruote, non sono stati così produttivi ma quelli che hanno assaporato il successo ai massimi livelli sono stati molto speciali. Tre: Bob McIntyreJimmy Guthrie Jock Taylor che hanno indossato il kilt con orgoglio.  

I campioni scozzesi non sono stati solo su due ruote. Era il 7 giugno 1957 quando McIntyre generò un magico momento al Gran Premio motociclistico dell’Isola di Man raggiungendo Roger Bannister nella lista degli sportivi celebri del paese. Chi dimenticherà quel momento nella mia città natale, Oxford, tre anni prima, quando il presentatore della pista di atletica leggera lesse il tempo con cui Bannister aveva vinto la gara di un miglio. Tre minuti e il resto venne annegato dalle acclamazioni della folla. Il primo uomo a correre un miglio in meno di quattro minuti e l’annuncio fu presto trasmesso in tutto il mondo. 

Tre anni dopo, l’Isola di Man stava disputando la gara del Senior TT intorno al circuito da 60,721 km sull’isola che aveva ospitato la prima gara del Campionato del mondo otto anni prima. Ben 14 mila tifosi in più arrivarono in traghetto quella stessa mattina sull’isola già gremita per vedere lo scozzese in sella alla Gilera quattro cilindri in azione. Sapevano che la storia stava per essere scritta. Nessuno aveva mai percorso la pista più impegnativa e pericolosa del mondo oltre i 160,934 km/h. Era il Giubileo d’oro delle gare al TT McIntyre lo festeggiò in gran stile.  

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Alla fine del secondo giro l’annuncio fece il giro del circuito. Bob McIntyre guidava il Senior TT al secondo giro ad una media di 162,544 km/h... Il resto è stato sommerso dagli applausi. Il primo pilota a doppiare il circuito oltre 160 km/h in 22 minuti, 23 secondi e due millesimi.   

Completò altri tre giri a 160 km/h per vincere la gara in tre ore, due minuti e 57 secondi. Il modesto scozzese aveva già vinto la gara di 350cc TT quella stessa settimana e quella della 350cc per la Gilera Monza nel corso della stagione. Si classificò secondo al compagno di squadra Libero Liberati nel Campionato del mondo 500ccMcIntyre vinse poi altri due Gran Premi portando la Honda 250cc al successo nell’Ulster nel 1961 e un anno dopo a Spa Francorchamps. Morì tragicamente quello stesso anno in un incidente a Oulton Park, in Inghilterra.  

Dodici anni prima dell’inizio del Campionato del mondo, l’8 agosto del 1937, il quarantenne Jimmy Guthrie era in testa al Gran Premio di Germania sul circuito stradale del Sachsenring. Il pilota del Norton stava inseguendo la sua terza vittoria consecutiva in Germania dove il fragore della guerra incombeva velocemente. Aveva già vinto 19 Gran Premi ma in quel fatidico ultimo giro si schiatò contro un bosco e morì in ospedale. Quattro anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1949, gli abitanti del luogo costruirono un monumento a Guthrie, nel punto in cui era caduto. Non avevano dimenticato quel gentiluomo scozzese e ogni settimana viene collocato un mazzo di fiori freschi sul monumento da 71 anni. Nell’Isola di Man, una lapide sulla montagna che sale da Ramsey verso il percorso del TT è amorevolmente conservato un memoriale del vincitore di 19 Gran Premio e sesto vincitore del TT

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L’unico GP ospitato dalla Scozia fu su tre ruote. Il mio caro amico Jock Taylor e il passeggero svedese Benga Johannson vinsero il Campionato del mondo Sidecar nel 1980 al Gran Premio di Gran Bretagna, Silverstone. In un terribile giorno di agosto del 1982, Jock perse la vita sotto la pioggia battente sulle linee ferroviarie di Imatra, in Finlandia, quando cadde cercando di riconquistare il titolo che significava tanto per lui e per il suo paese. 

Altri scozzesi si sono avvicinati alla vittoria di un Gran Premio. Il più vicino è stato Niall Mackenzie con sette terzi posti e una pole position nel Campionato nella categoria 500ccDonnie McLeod, suo compagno del team nel Silverstone/Armstrong, fu un pilota in 250cc e in 350cc, mentre Steve Hislop è stato un superbo pilota in Superbike e al TT.  

John McPhee farà meglio di tutti loro vincendo un titolo mondiale su due ruote? È una grande scommessa ma, sicuramente, i suoi predecessori approverebbero i suoi sforzi a nome del loro orgoglioso e patriottico paese. 

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