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12 giorni fa
By motogp.com

L'intervista: Fenati, il nostro migliore di inizio stagione

Dopo il successo ad Austin le parole del numero 5: “Questa vittoria ha un sapore speciale, l’ho voluta fortemente”

Romano Fenati torna alla vittoria e bissa il successo del 2016 al GP delle Americhe. L’uomo del Texas? Forse, di sicuro il portacolori Marinelli Rivacold Snipers è ora l’italiano meglio posizionato in classifica iridata della categoria cadetta: quarto attaccato al treno di testa. Un ottimo inizio per l’ascolano che si racconta, in esclusiva, a motogp.com.

1- Per prima cosa complimenti per la vittoria, la seconda ad Austin. Descrivici un po’ le sensazioni.

“Questa vittoria ha un sapore speciale, l’ho voluta fortemente, per dare fiducia, se mai ce ne fosse stato il bisogno, al mio team e alle aziende sponsor, per ripagare i miei tifosi del loro incessante incoraggiamento, per ringraziare la mia famiglia e i miei amici più cari che mi sono sempre stati accanto con amore e poi anche per me, per la giusta carica, necessaria per affrontare le prossime gare”.

2- Ti aspettavi questo successo?

“Le sensazioni sono sempre state positive sin dai primi test, mi sono trovato subito molto bene con il mio team e anche con la moto, ero sereno, con questi presupposti la vittoria deve arrivare”.

3- Una dedica in particolare?

“Come ho già detto la dedica è per la mia Ascoli e per tutti i paesi, vicinissimi, distrutti dal terremoto e naturalmente questo primo posto ad Austin lo dedico anche al mio team, ai nostri sponsor, alla mia famiglia e tutte le persone a me vicine”.

Un casco che rappresentasse la mia terra era il minimo che potessi fare, alla base ci sono alcuni dei monumenti più significativi di Ascoli, come simbolo di tutti i paesi distrutti dal terremoto Romano Fenati

4- Come Marquez nella classe regina, pensi che il COTA sia ‘il tuo’ tracciato?

“Di sicuro è una pista che mi piace molto e penso di averlo dimostrato con due vittorie ed un secondo posto, ma non è l’unica, ce ne sono altre a me molto care, una di queste è Jerez…”.

5- Nei test in Andalusia ci hai detto che la moto aveva fatto un bel miglioramento rispetto ai primi mesi del 2017; adesso sembra ancora più competitiva. Su cosa avete lavorato in particolare?

“Abbiamo lavorato molto sulla stabilità in frenata senza compromettere la maneggevolezza, il suo punto di forza”.

6- La cosa che più ti piace della tua NSF 250 RW?

“Forse la KTM è ancora un po' più veloce ma, nell'arco del giro e della gara, la Honda è più prestazionale, come dimostrano i risultati. Ha un gran telaio che rende la moto più performante. Inoltre, con la KTM, è più difficile da trovare il setting migliore nelle prove a disposizione ed è più sensibile al cambiamento delle condizioni”.

7- Ora sei il primo italiano in classifica iridata; secondo te, chi è il tuo rivale più ostico?

“Considero tutti gli avversari pericolosi, dal primo all’ultimo. Siamo praticamente ancora all’inizio del campionato e tutti possono ancora passare davanti”.

8- Si torna in Europa sulle piste storiche del MotoGP™, le preferisci?

“In effetti le piste italiane, Mugello e Misano, hanno un sapore magico, è ovvio. Il calore del pubblico lo senti così forte che sembra come se fossero tutti in moto con te, non è semplice spiegarne le sensazioni. Ci sono poi anche altre piste che mi piacciono, come Phillip Island, Jerez…”.

9- Come ti vedi per le prossime gare a partire da Jerez?

“Mi vedo con la giusta carica e nello stesso tempo anche sereno. Non mi pongo obiettivi, parto con tanta voglia di correre e di divertirmi”.

10- Una curiosità sul nuovo casco con lo skyline di Ascoli Piceno, come ti è venuta l’idea? Ci sveli il retroscena?

“Volevo fare qualcosa per la mia terra, ti assicuro che vivere in prima persona certe esperienze drammatiche non ti lascia indifferente per quanto forte tu possa essere, il terremoto prima e l’emergenza neve poi ci hanno messo a dura prova tutti qui. Fare un casco che rappresentasse la mia terra era il minimo che potessi fare, alla base ci sono alcuni dei monumenti più significativi di Ascoli, come simbolo di tutti i paesi distrutti dal terremoto e sopra, a proteggere ogni cosa, la cupola di Sant’Emidio. Ho pensato, in questo modo, di dare il giusto risalto alla nostra zona per pubblicizzarla. Ricominciamo con il piede giusto! Come dire: venite tutti a visitare il nostro bellissimo territorio! Aiutateci a ripartire”.

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