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27 giorni fa
By motogp.com

“A fine gara potrei tranquillamente fare altri cinque giri”

L’intervista a Valentino Rossi: la condizione fisica ottima, la crisi Yamaha e il futuro

Una preparazione atletica da massimi livelli, una età che resta solo un numero all’anagrafe e una convinzione senza pari. Non ci sono grandi cambi, a livello personale, nella ventitreesima stagione iridata di Valentino Rossi rispetto al debutto nel 1996. Il nove volte campione del team Movistar Yamaha MotoGP™ parla di questo suo infinito stato di grazia toccando, però, anche l’altra faccia della medaglia di una annata che dal punto di vista dei risultati di certo non sorride.

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A tu per tu con Rossi

Il Dottore è secondo in classifica iridata ma paga una distanza di 59 punti dal battistrada Marc Marquez (Repsol Honda) e vede avvicinarsi le pericolose e competitive Ducati di Jorge Lorenzo e di Andrea Dovizioso. Siamo nella seconda parte di stagione, il GP a Silverstone è alle porte e al chiudersi dei giochi manca ancora molto. Rossi parla proprio del periodo difficile attuale, mai così in Yamaha dal 2002 – 2003, prima del suo arrivo e dell’inizio di uno dei binomi sportivi più vincenti di tutti i tempi.

“È una stagione complicata perché credo che in questo momento la Yamaha non è competitiva come le Honda e le Ducati”. Dice il Dottore. “Credo che abbiamo iniziato ad avere problemi da quando è stata unificata la centralina”.

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Rossi parla della sua grande rimonta

È un concetto già riportato pubblicamente, proprio nel corso dell’ultimo GP al Red Bull Ring. Rossi ha parlato di quello che sta accadendo nel box di Iwata indicando le causa per le quali, secondo lui, la distanza a livello tecnico dai principali rivali è così grande. In quel fine settimana, chiuso con un quasi miracoloso sesto posto, arrivarono anche le scuse della Casa ai propri piloti.

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Yamaha chiede scusa ai propri piloti

“Manca ancora molto alla fine stagione ed è frustrante non riuscire a migliorare”. Prosegue Rossi. “Per me è molto importante capire se Yamaha vuole vincere ma è anche fondamentale capire quanto si vuole sforzare per risolvere la situazione. Ora sono secondo, è una buona posizione ma credo sia difficile tenerla fino alla fine. La cosa peggiore è che non solo abbastanza veloce per mettere pressione a Marquez”.

Valentino continua: “La mia ultima vittoria è anche la ultima di Yamaha. Non siamo al massimo perché spesso in questa stagione ho guidato molto bene e sono certo che con un prototipo più competitivo avrei potuto lottare per la vittoria in molte occasioni”.

La M1 non c’è ma Rossi si, eccome! Classe 1979, le sue prestazioni atletiche, oggi sempre più fondamentali in MotoGP™, sono quelle del ragazzino al pieno della prestanza.

“Fisicamente mi sento molto in forma quest’anno. Ed è un peccato essere fermato solo dai problemi alla moto, mi sento molto forte. Mi alleno tanto e sto bene. Arrivo a fine gara che potrei tranquillamente fare altri cinque giri a tutta”.

Training at the Ranch ???? @camilss

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L’elisir di lunga giovinezza è mentale, è un evolvere sempre, e il numero 46 spiega: “La cosa più importante è essere in grado di migliorare la moto e me stesso. È una grande motivazione. Se non riuscissi a fare questa evoluzione continua potrei benissimo starmene a casa a guardare le corse sul divano”.

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