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24 giorni fa
By Nick Harris

Buon centesimo compleanno Suzuki

Nel blog di questa settimana, lo storico commentatore Nick Harris ripercorre i 100 anni di storia di un celebre costruttore del mondiale

Si tratta di un’incredibile eredità agonistica che ha giocato un ruolo vitale nei 100 anni di storia di successo perla Suzuki. La fabbrica giapponese ha celebrato il suo centesimo anniversario la scorsa settimana. Riflettendo nell’influenza che ha avuto in 60 anni di Gran Premi, come tutte le principali fabbriche giapponesi, il loro successo in pista ha permesso loro di diventare leader nel mondiale e nella produzione di moto innovative.

Tutti i vincitori Suzuki

Suzuki ha seguito le mosse di Honda comprendendo l’importanza di partecipare e di vincere i Gran Premi partecipando, inoltre, alla leggendaria gara del TT nell’Isola di Man. Solo un anno dopo la Honda, hanno disputato la prima gara in 125cc nel 1960. Due anni dopo hanno ottenuto la prima vittoria quando Ernst Degner trionfò proprio vincendo la gara del TT della 50cc nella famigerata 60. Erano 721 km di circuito in montagna. Da quel giorno nell’Isola di Man, Suzuki ha poi vinto altri 157 Gran Premi: 30 nella classe 50cc, 35 in 125cc e 93 nella massima categoria tra 500cc e MotoGP

Degner ha continuato a vincere al TT anche nel 1962 e poi di nuovo in Olanda, Belgio e Germania dell’ovest, portando alla Suzuki il suo primo titolo mondiale alla fine del campionato. 

#RacingTogether: Schwantz vince il titolo mondiale nel ’93

Suzuki ha guidato una rivoluzione portando la sua esperienza con le due tempi in 500cc, una categoria dominata da piloti inglesi e italiani armati di moto a quattro tempi. Nel 1971 il neozelandese Jack Findley riscrisse i libri di storia in occasione del Gran Premio dell’Ulster. Non solo portò al successo la Suzuki per la prima volta in classe regina ma fu anche la primissima vittoria di una moto a due tempi contro le quelle da quattro. La storia iniziò con una leggenda britannica dai capelli lunghi e dal carisma inimitabile: Barry Sheene che portò la Suzuki quattro cilindri RG 500 alla gloria. Sheene firmò i titoli mondiali con la Suzuki in 500cc nel 1976 e nel 1977

Seguirono i passi del britannico l’emiliano Marco Lucchinelli e l’anconetano Franco Uncini nei primi anni ottanta. Tornarono a dominare Honda Yamaha fino al 1993, quando arrivò un texano con la sigaretta in bocca riporto la casa di Hamamatsu al successo. Nessuno interpreta lo spirito Suzuki due tempi, spaventosamente veloci e imprevedibili, come il campione del mondo nel 1993: Kevin Schwantz. Ancora una volta la Honda reagì ma, mentre l’era dei due tempi si avvicinava alla fine, il figlio di un pilota che era stato spesso una spina nel fianco per la Suzuki, portò la stessa Suzuki a conquistare il suo ultimo titolo mondiale. Fu Kenny Roberts Junior a chiudere il capitolo della RG 500 in grande stile. L’americano conquistò il titolo della 500cc nel 2000 prima che un certo Valentino Rossi prendesse il sopravvento con le quattro tempi. 

Kenny Roberts Jr., iridato della 500

L’australiano Chris Vermeulen portò la Suzuki alla sua prima vittoria nell’era delle quattro tempi a Le Mans nel 2007 ma questi erano tempi duri. Dopo una breve pausa, Suzuki tornò sul gradino più alto del podio dopo nove anni con Maverick Vinales nel 2016 a Silverstone. L’anno scorso ad Austin è stato Alex Rins a riportare la Suzuki a vincere un Gran Premio combattendo contro Valentino Rossi. Lo spagnolo tornò a ripetere il successo a Silverstone avendo la meglio in un duello col campione del mondo in carica Marc Marquez

Ma, a detenere il maggior numero di successi con la casa di Hamamatsu ci sono Hugh Anderson Schwantz con 25 vittorie a testa. Schwantz conquistò tutte le sue vittorie in 500cc ma Anderson si diresse sulla via dei due titoli mondiali in 50cc e in 125cc dove vinse otto Gran Premi nella prima categoria e 17 nella seconda. Sheene vinse 21 Gran Premi con la Suzuki: tre in 125cc 18, che gli valsero due titoli mondiali, in 500cc

Suzuki intraprese il nuovo decennio in gran forma. Rins Joan Mir sembrano determinati a continuare la tradizione iniziata da AndersonDegnerSheene Schwantz nel finire dei gloriosi anni 60’.

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