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1 giorno fa
By motogp.com

Quartararo: “Pensavo, ‘Che cosa ci faccio qui’?”

In diretta sull’account Instagram del MotoGP™, la stella del team Petronas parla degli alti e bassi vissuti in Moto2™

Tags MotoGP, 2020

In questo 2020 Fabio Quartararo (Petronas Yamaha SRT) è uno dei piloti di cui si parla di più tra quelli presenti sulla griglia di partenza del MotoGP™. Solo due anni fa però la situazione per il Rookie of the Year in carica della classe regina era molto diversa. Nel corso dell’ultima diretta Instagram sull’account ufficiale del MotoGP™ il francese ha ripercorso quella stagione che lo ha visto risalire dalla 28^ alla 1^ posizione.

Qual è stata la sua sensazione più bella? La prima vittoria o il primo podio nel MotoGP™? “Onestamente il primo successo è stato bello dato che dopo tanti anni di cattivi risultati e di brutte situazioni da metà del 2015 al 2018 è stata dura e non avevo buone sensazioni”.  

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“Mentalmente ho avuto degli alti e bassi. Sono arrivato a Barcellona – ha proseguito Quartararo - dove ho conquistato la pole position, ho fatto segnare il giro più veloce e ho vinto la gara. Ecco perché resterà per sempre uno dei miei ricordi più belli. Ovviamente anche il primo podio nel MotoGP™ è stato molto speciale”.

Il francese ha anche parlato della vittoria nel Gran Premio di Catalogna disputato nel 2018 e che gli ha permesso di assicurarsi un posto per la stagione successiva nel Petronas Yamaha SRT. I festeggiamenti nel parco chiuso sono stati incredibili.

“Era la prima volta che mi trovavo in testa alla gara di Moto2. Gli ultimi cinque giri sono stati molto stressanti e pensavo a delle cose a cui non era possibile pensare durante la corsa”, ha ammesso Quartararo. “Non mi ricordo bene ma non era nulla che avesse a che fare con la gara, come ad esempio cosa avrei mangiato a cena. Una situazione senza precedenti”.

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“Era la passione di tutta la squadra”, ha proseguito il 21enne parlando delle scene vissute al parco chiuso di Barcellona. “Al Mugello abbiamo fatto fatica in termini di velocità, la Speed Up era 10 chilometri più lenta della Kalex e della KTM. Ho detto al mio capotecnico ‘se siamo veloci sul rettilineo di Barcellona allora posso vincere la gara’. Mi ha risposto ‘ok’ e ha lavorato giorno e notte. Alla fine ho vinto. È stata proprio una bella annata dato che eravamo partiti in fondo e abbiamo chiuso alla grande”.

Le prime fasi della stagione non erano state di buon auspicio per il giovane pilota transalpino. “In Argentina ero 28°; mi sono detto “cosa sto facendo, forza, sveglia”, alla fine ho fatto dei passi avanti e siamo migliorati tanto. Sì, è stato un anno davvero divertente. Ho avuto accanto il mio miglior compagno di squadra di sempre, Danny Kent”.

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