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3 giorni fa
By Nick Harris

Niente paura, il MotoGP™ è tornato

Nel blog di questa settimana, Nick Harris celebra il ritorno delle competizioni dopo una lunga e inattesa pausa

Tags MotoGP, 2020

Fare la fila fuori dal supermercato sotto la pioggia con la mascherina per coprire naso e bocca la domenica mattina. Ma questa volta, sarà diverso, tornerete ad ascoltare ancora una volta le voci che commentano un altro grande Gran Premio e potrete rivedere il MotoGP™ in diretta. Finalmente il fine settimana torna alla normalità.

Come altri sport, anche il MotoGP™ è pronto a ripartire dopo il lockdown sarà molto diverso ma in realtà ciò davvero è quello che succederà in pista. Non ci sarà il pubblico, le cerimonie né i festeggiamenti ma questo non rovinerà lo spettacolo. Alcuni commentatori televisivi lavoreranno dalle loro case, non cambierà molto visto che sono abituati a seguire le gare da uno schermo televisivo.

“Darò il massimo per KTM quest’anno, è quel che meritano”

Il calcio sembrava senz’anima all’inizio, senza un vero e proprio rumore di folla e senza le reazioni dei tifosi sugli spalti. Dopo un paio di settimane ci siamo abituati e il MotoGP™ ha ancora un elemento acustico molto importante. Basta aprire il microfono e lasciare che quella gloriosa sinfonia sonora di passione riempia la stanza. Quei motori a quattro tempi ad alto numero di giri, i cambi di marcia su e giù, le ginocchia e i gomiti che accarezzano l’asfalto e persino il macinare delle pedane e della carene quando un errore vede un pilota finire a terra.

Naturalmente, sembrerà surreale domenica mattina quando il sole sorgerà sul lato della collina solitamente affollata di gente ma sarà vuota e in silenzio.

Marc Marquez potrà essere subito competitivo?

I commentatori televisivi a casa non avranno grande differenza, a parte il fatto che mancheranno alcune di quelle superbe colazioni nel paddock prima di iniziare a lavorare. Tutte le informazioni relative alle immagini dal vivo e dalle schermate di cronometraggio arrivano in diretta anche se non è sempre stato così. Nel 1996 la BBC Radio mi ha chiesto di andare in studio nell’imponente Broadcasting House nel centro di Londra per commentare dal vivo il Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno della 500cc. Era il giorno della Maratona di Londra e avevano bisogno di qualche commento per colmare le lacune, dato che i piloti affrontavano 45,195 km di puro inferno. Un solo schermo con immagini dal vivo del magnifico circuito di Brno. Tutto andava bene, con Mick Doohan in testa e il suo compagno di squadra del Repsol Honda, Alex Criville, appeso alla sua ruota posteriore. Mick sapeva che Alex avrebbe aspettato fino a quella chicane in cima alla collina che portava sul rettilineo del traguardo all’ultimo giro per attaccare. Ha fatto proprio così. Hanno tagliato il traguardo fianco a fianco e non avevo idea o schermo di cronometraggio per dire chi avesse vinto. Puntai su Alex e i suoi festeggiamenti e sul disgusto di Mick che mi hanno confermato che avevo ragione ma era una totale supposizione.

Non ci saranno problemi di questo tipo a Jerez domenica. La famigerata curva 13, ora intitolata a Jorge Lorenzo, ha probabilmente prodotto un’ultima curva, un ultimo giro più controverso di qualsiasi altro metro d’asfalto al mondo. Speriamo che siano ancora una volta gli schermi di cronometraggio a farci scoprire i vincitori di domenica.

Coraggio ragazzi, ci siete mancati tanto e non c’è posto al mondo più bello di Jerez per annunciare il ritorno del MotoGP™.

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