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19 giorni fa
By motogp.com

“Mi emoziona sentire altre ragazze dire che sono un esempio”

Patricia Pacheco è telemetrica in Moto3™, ci sono ancora poche donne in questo ruolo ma è anche grazie a lei se le cose stanno cambiando

La mansione di Patricia Pacheco all’interno del box è imprescindibile. Il telemetrico è colui che analizza i dati della moto e insieme al suo superiore, il tecnico, sceglie la strategia da proporre al pilota per il fine settimana di gare. Patri lavora con centauri che sono poco più che adolescenti, a volte vulnerabili, con una pressione sulle spalle che faticano a gestire. Ma è proprio la sua capacità di leggere con la stessa naturalezza i dati dal computer come le tensioni negli occhi di quei giovani professionisti che trova sempre le parole giuste perché i talenti di oggi abbiano la serenità e la concentrazione per diventare i campioni di domani.

La sua storia inizia a Madrid nel 1989. Da bambina guardava i Gran Premi in televisione sostenendo il suo idolo, Sete Gibernau. “Sognavo un giorno di essere la prima persona con cui parla il pilota non appena scende dalla moto, la persona a cui si rivolge per trovare una soluzione per essere più competitivo - racconta col sorriso ripensando a quando il suo lavoro era solo una meta lontana, quasi irraggiungibile - Sono sempre stata brava in matematica e in fisica, quindi scelsi di studiare ingegneria aerospaziale e per alcuni anni ho lavorato a Madrid in questo settore. Stavo svolgendo uno stage in linea con ciò che avevo studiato e, una volta terminato quel contratto, mi avrebbero assunta ma quello non era esattamente ciò che volevo”.

La sua passione sono sempre state le moto e quel sogno d’infanzia meritava di diventare realtà, o almeno, Patri voleva essere sicura di averci provato in tutti i modi prima di arrendersi. “L’unico modo che mi venne in mente a quel tempo per diventare telemetrica, era trasferirmi a Barcellona e frequentare la scuola Monlau. È stato poi quello che ho fatto lasciando la mia famiglia, un lavoro sicuro per lanciarmi in una nuova avventura, verso l’incognito”.

Una volta a Barcellona, Patri ha dedicato ogni energia e ogni istante del suo tempo allo studio per poi trovare lavoro nel CEV e nel campionato spagnolo. “Al mio primo anno nel campionato Pre-Moto3™ vinsi il titolo con Sergio Garcia Dols. Arrivammo all’ultima gara tesi, concentrati perché quello era l’appuntamento in cui ci giocavamo il lavoro di un anno. All’inizio dell’ultimo giro, il nostro pilota era in fondo al gruppo dei primi 10, eravamo quasi rassegnati, invece lui riuscì a recuperare sei posizioni diventando il campione di quella stagione. Ricordo che quando arrivò al parco chiuso sentivo il mio cuore esplodere di gioia!” Una prima soddisfazione che le diede la spinta per guardare ancora più in alto.

“Il CEV è un ottimo campionato e mi trovavo molto bene nella squadra dov’ero, ma avrei voluto lavorare nel mondiale”. L’occasione si presentò presto ma, come spesso accade, sono le stesse donne che si creano dei limiti perché capita loro di non sentirsi all’altezza di certe responsabilità quando si muovono in un mondo dominato da uomini. Ma Patri trovò il coraggio per superare anche quel timore. “Avevo saputo che Paolo Simoncelli cercava due telemetrici: uno per la sua squadra nel CEV e l’altro per quella del mondiale. Allora, quando lo incontrai nel paddock lottai contro la mia timidezza per farmi avanti pur non parlando italiano. In un primo momento Paolo mi propose il posto per il campionato spagnolo”. Ma pur non padroneggiando bene la lingua, Patri trovò il modo per farsi capire. Furono proprio quella determinazione e quel essere inarrestabile davanti ad ogni limite che fecero capire, in pochi istanti, al proprietario della SIC58 Squadra Corse che aveva davanti a sé la persona che stava cercando.

Dal 2018, anno del suo approdo alla classe leggera del campionato del mondo, Patri è al fianco di Tatsuzi Suzuki e insieme hanno collezionato 4 pole position, 4 podi di cui 2 vittorie. In questi anni ha continuato a crescere e a dimostrare di essere davvero brava in quello che fa al punto che, dal 2020, Paolo Simoncelli ha affidato a lei la gestione tecnica della SIC58 Squadra Corse nel CEV accompagnando verso la vetta José Garcia e Senna Agius.

Tanto nel campionato spagnolo come in quello mondiale, i GP di Patri iniziano il mercoledì montando il box, poi il giovedì guarda la gara e analizza i dati dell’anno precedente insieme ai piloti e a Marco Grana, responsabile tecnico della scuderia impegnata nel mondiale Moto3™. Osservano ogni dettaglio per capire quali sono i punti di forza dei rivali, chi hai guadagnato velocità in un punto della pista, quali errori bisogna evitare e dove per poi scegliere il set-up della moto. Poi il venerdì si arriva presto al circuito per dare inizio allo spettacolo: “Quando Tatsu rientra dalla pista collego il computer alla moto per scaricare tutte le informazioni. Mentre il pilota spiega a Marco, il nostro tecnico, le sensazioni che ha avuto con la moto, io cerco un riscontro nei dati suggerendo di frenare prima, piuttosto che dare il gas più tardi. Una volta finita la sessione studiamo con attenzione tutte le informazioni e decidiamo la strategia per il giorno successivo”.

Formando parte del paddock già da alcuni anni, quello di Patri è diventato un volto noto per gli appassionati del MotoGP™. “Quando siamo ai circuiti capita spesso che si fermino bambine o ragazzine e, insieme ai genitori, mi chiedono quale strada abbia intrapreso per poter lavorare nel mondiale. Mi emoziona vedere come ascoltano la mia storia. Secondo me, se ci sono riuscita io ci possono riuscire tutte però sapere che ci siano bambine, come potevo essere io qualche anno fa, che vedono in me un modello a cui ispirarsi mi riempie di orgoglio”.

Per fare bene il lavoro di telemetrico o di tecnico è indispensabile la fiducia del pilota. Nel suo caso, Patri unisce la sua conoscenza ingegneristica alla sensibilità che contraddistingue le donne e così spiega ai suoi piloti che è lecito anche avere paura o vivere momenti di sconforto. Li aiuta a tenere acceso il fuoco che ognuno di loro ha perché trovino dentro di sé la motivazione per reagire ritrovando la grinta necessaria per essere i primi a tagliare il traguardo. La sua storia è la sua forza e Patri la condivide perché anche altri giovani appassionati di moto possano realizzare quel sogno di vivere una vita a tutto gas!

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