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22 giorni fa
By motogp.com

Suzuki, dai dubbi al recupero del ritmo in gara

I missili della Ducati, disattenzione e il calo di grip al posteriore costano un possibile doppio podio ma Mir e Rins sono nella mischia

Fino al sabato sera del Barwa Grand Prix of Qatar, sia il campione del mondo Joan Mir che il compagno di squadra nel Team Suzuki Ecstar Alex Rins erano stati tranquilli in queste prime battute del 2021. Ma è stato in gara che la musica è cambiata. Alle due GSX-RR è sfuggito il podio, occupato da Yamaha e Ducati, ma il duo di Hamamatsu è tornato a farsi sentire.

Mir torna per difendere la corona: “Ho un buon feeling”

Come abbiamo visto nel 2020, le Suzuki hanno un altissimo livello in gara e lo hanno dimostrato accaparrandosi il titolo di Campione del mondo e la medaglia di bronzo a fine stagione e, se non fosse stato per qualche usura dello pneumatico posteriore e per due missili Ducati, forse avremmo visto le due Suzuki sul podio a Losail.

Johann Zarco (Pramac Racing) e Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) hanno guidato in modo brillante e spettacolare avendo la meglio su Mir nella corsa verso la bandiera a scacchi. Il maiorchino è passato dall’aspirare al secondo posto per poi accontentarsi del quarto. Tuttavia, il #36 era di buon umore dopo la gara e ha confermato che, insieme alla squadra, ha trovato qualcosa per migliorare le prestazioni.

Che finale! Zarco, Bagnaia e Mir in bagarre al fotofinish

“Mi sento bene. È stata una gara positiva per me. Ho recuperato le sensazioni un po’ in ritardo ma alla fine ci siamo riusciti - ha esordito Mir - Questa è la cosa più importante. Ho cercato di fare la gara pensando allo sprint finale per spingere forte perché so che qui il calo delle gomme è abbastanza importante e ho cercato di gestirlo al meglio. Quindi è stato positivo nel complesso. Sono felice e ora abbiamo un’altra possibilità”.

Il maiorchino ha poi condiviso il racconto dall’ultima curva, dov’è andato un po’ largo, e di come ha affrontato il rettilineo: “Beh, la cosa ideale, era di non cercare di superare Zarco e di avere una scia sul rettilineo per cercare di difendere la terza posizione. Ma è l’inizio della stagione e dobbiamo prendere un po’ di rischi e ho superato Zarco nell’ultimo settore. Se avessi fatto secondo sarebbe stato fantastico ma sapevo di avere due Ducati dietro e non sarebbe stato comunque facile”.

“Ho visto il traguardo da molto vicino quando due razzi mi hanno superato. Quindi è stato un po’ frustrante ma ho dato il 100%. La prossima volta so cosa devo fare. È vero che sono andato un po’ largo ma normalmente se vai largo e nessuno ti sorpassa, allora puoi ottenere più velocità. Quindi la nostra moto oggi ha funzionato bene e vorrei ringraziare la Suzuki”.

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Qual è stato il segreto di Mir per recuperare in un fine settimana che lo vedeva scattare dalla decima casella? “Nel test si provano un sacco di cose e forse ci si perde un po’ in alcuni aspetti. Per qualche motivo, non sono stato in grado di fermare la moto, ho avuto un sacco di problemi ieri, in qualifica è stato così difficile, stavo spingendo come un animale e il tempo sul giro era impossibile, non arrivava mai”.

“È stato frustrante ed ero arrabbiato. Oggi (domenica 28 marzo nde) abbiamo valutato un’impostazione che avevamo usato l’anno scorso e aveva abbastanza senso per risolvere i problemi che avevamo al momento, così abbiamo cambiato qualcosa, che non posso specificare, e tutto è tornato corretto”.

Una delle cose che ha aiutato Mir sono i supporti per le ginocchia attaccati al serbatoio, una novità sulla sua GSX-RR: “Questo è qualcosa che mi aiuta perché in frenata, mi piace molto usare la potenza delle gambe quando guido. Non giro molto con la parte superiore del corpo. E in questo modo, se vedi il coperchio del serbatoio della Suzuki, è completamente piatto, quindi quando si frena le ginocchia vanno in avanti. Questo è un aspetto che ho sempre trovato scomodo. Questo rispecchia di più la forma naturale di tutti i serbatoi. Quindi è una soluzione per lavorare di più con le gambe”.

GRATIS: I dettagli del Barwa Grand Prix of Qatar

Anche Rins si è trovato fuori dal podio per un soffio. La riduzione del grip al posteriore a fine gara è costato allo spagnolo la possibilità di mantenere il ritmo ma, nonostante questo, si è detto soddisfatto della sua prestazione: “La metà della gara non è stata così male ma partiamo dall’inizio. Ho dimenticato di premere il launch control ed è stato molto difficile gestire tutta la potenza della moto - ha ammesso Rins che è partito dalla nona casella, una piazza davanti a Mir - Almeno la partenza non è stata così male ma mi sto abituando a recuperare tipo due o tre posizioni, questa volta è stato più difficile”.

“E ho spinto molto per recuperare il tempo rispetto ai primi e penso che abbiamo distrutto le gomme. Perché sei giri prima che Joan mi superasse, stavo lottando con la gomma posteriore. Sicuramente, ho spinto così tanto nel mezzo della gara per recuperare ma quando raggiungevo i miei rivali perdevo tempo. Ho visto sul tabellone dei box Joan a 1,5 secondi ma quando ero dietro Miller, stavo analizzando quale fosse il posto migliore per superarlo e lui non mi ha superato di nuovo. Comunque, abbiamo fatto una gara davvero buona, un buon ritmo e lavoriamo per la prossima”.

Se non avesse iniziato la gara dalla terza fila, allora il catalano avrebbe potuto scrivere una storia diversa. Ma Rins è stato bravo a farsi strada verso le Ducati e Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP), prima che la gomma posteriore non gli permettesse più di lottare.

“Siamo una squadra unita”

C’è un’altra possibilità di battersi a Losail, qual è il piano? “Vediamo. Prima di tutto cercherei di spingere il pulsante del launch control! E poi vediamo come partiamo. Sicuramente la strategia... avevamo il ritmo, quando ero in sella alla moto, ho visto Viñales che cercava di superare Pecco e pensavo Pecco, dai, aspetta altri due giri! Perché sapevo che se Maverick lo avesse superato sarebbe andato via. Vorrei usare la stessa strategia. Per esempio, se ho la possibilità di superare una Ducati all’ultima curva, rimango dietro, perché altrimenti sul rettilineo, la Ducati mi passerà di nuovo”.

Con più dati e un’esperienza fresca alle spalle, le GSX-RR sembrano poter aspirare alla conquista del Gran Premio di Doha. In tanto la loro stagione inizia con un quarto posto per Mir e il sesto per Rins, stiamo a vedere come cambieranno le loro posizioni in classifica generale dopo il secondo round.

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