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15 giorni fa
By motogp.com

“Aver superato le difficoltà mi ha portata fin qui”

Heather è coordinatrice del team Petronas SRT, un ruolo raggiunto dopo aver superato le avversità. La sua storia è un esempio di resilienza

Quando era bambina saliva sulla moto di suo padre, parcheggiata in garage, e immaginava di essere in pista affrontando una gara come quelle che disputavano i piloti che vedeva in tv insieme al suo papà e ai suoi tre fratelli maggiori. Non è diventata una pilota professionista ma dal 2015, Heather MacLennan è la responsabile dell’amministrazione, dell’organizzazione dei viaggi e degli spostamenti di tutti i membri del Sepang Racing Team. Ne ha vissute di esperienze da quei giorni in cui la domanda che lavoro vorresti fare da grande? non aveva ancora una risposta ben chiara ad oggi, 2021, che si trova a coordinare una delle strutture più corpose del Campionato del Mondo MotoGP™.

Ed è stato proprio in famiglia che Heather ha condiviso e alimentato la propria passione per lo sport rendendola, col tempo e con l’impegno, la sua professione. “Era il 2006 – aveva 20 anni – Quando andai con mio padre a vedere una gara del World Superbike e capii che quello era il mio posto, avrei voluto lavorare lì. Così quando si trattò di scegliere l’università decisi di studiare organizzazione d’eventi e pubbliche reazioni, tre anni più tardi ho iniziato a cercare lavoro nel settore”.

Non avendo conoscenze dirette con persone impiegate in un Campionato motoristico, Heather iniziò a cercare su internet i nomi di tutte le squadre che partecipavano al Campionato britannico Superbike inviando loro mail o lettere col proprio curriculum autocandidandosi. Dopo tanti messaggi inviati e privi di risposta, la possibilità di inaugurare la propria carriera nel motorsport si presentò entrando a far parte di un hospitality del British Superbike. Da quel momento in poi Heather ha unito esperienza e contatti per continuare a progredire.

Al tempo era ancora una studentessa universitaria e quando si trattò di scegliere che tema affrontare nella sua tesi non ebbe molti dubbi: “L’argomento erano gli stereotipi sulle donne coinvolte nel motorsport. Mi sono basata sulla mia esperienza lavorativa, frequentavo già il paddock del Touring Car al tempo e c’erano pochissime donne. Allora, chiesi loro quali difficoltà avevano incontrato per arrivare lì, perché fossimo così poche e altre riflessioni di questo tipo”. Un tema delicato e complesso al quale Heather voleva dare una spiegazione: “Quando incontravo nuove persone e dicevo loro il settore nel quale lavoravo c’erano due tipi di reazioni: chi si mostrava meravigliato ed entusiasta e chi invece sembrava quasi disturbato all’idea che una ragazza potesse lavorare ed essere interessata al motorsport”. Come altre donne prima di lei, si è trovata spesso a fare i conti con preconcetti che, invece di lasciarle ferite aperte, l’hanno spinta ad essere ancora più professionale e determinata a smentirli.

Il cambiamento richiede tempo ed energie, aspetti che Heather ha curato e cura con dedizione: “Tante cose sono cambiate nel mondo negli ultimi anni e il paddock riflette questo cambiamento. I media dedicano molto più attenzione alle donne e a ciò che fanno, inevitabilmente questo genera un impatto. Avere degli esempi a cui ispirarsi è importante perché così le ragazze più giovani possono rispecchiarsi in qualcuna che ha già abbattuto delle barriere trovandosi con una visione molto più ampia delle possibilità lavorative”.

“Quando ho iniziato a lavorare ero molto timida e non è sempre stato facile far emergere la mia personalità – continua a raccontare - Per arrivare a ricoprire il ruolo di oggi ho affrontato anche delle difficoltà ed è stato superando quei momenti che ho acquisito sicurezza. Gli stereotipi e certi tipi di commenti non spariscono da soli ma attraverso l’impegno di quante più persone possibili”.

Questa solidarietà è presente e tangibile, seppur in modo discreto tra le #WomenInMotoGP, così come la stessa Heather ci racconta: “C’è solidarietà tra le donne che lavorano nel paddock. Personalmente, non le conosco tutte ma quando ci incrociamo ci salutiamo comunque e pur non conoscendo le loro storie, il loro passato, le rispetto e le ammiro per essere dove sono perché non è affatto facile essere lì e dietro quei timidi sorrisi che ci scambiamo c’è l’ammirazione reciproca”.

L’avventura di Heather nel paddock del MotoGP è iniziata nel 2012 attraverso il passaparola: “Un amico meccanico del BSB che aveva lavorato nel mondiale mi disse che il team Marc VDS stava cercando personale per l’hospitality. Era un’opportunità imperdibile e per i due anni successivi ho fatto parte di questa squadra”. Una volta inserita nell’ambiente, si è poi fatta conoscere aumentando le sue possibilità di affacciarsi ad altre esperienze. “Un giorno Johan Stigefelt, il nostro attuale Team Director, mi ha detto che stava creando una nuova squadra, il pilota sarebbe stato Johann Zarco, quindi cercava un addetto stampa. Era la notizia più bella che potessi ricevere. Così nel 2014 ero impegnata nel Caterham Moto Racing Team. L’anno dopo abbiamo incontrato Razlan Razali e siamo diventati il Sepang Racing Team”.

Dal 2014 ad oggi sono cambiate molte cose per Heather e per la sua nuova squadra che ha vissuto una crescita esponenziale. Dalla Moto3 si sono affacciati anche alla Moto2™ poche stagioni dopo e dal 2019 hanno fatto il loro ingresso anche in MotoGP dove hanno vinto subito il titolo come miglior team indipendente e accompagnato Fabio Quartararo alla nomination di Rookie of the Year. All’inizio Heather gestiva i viaggi per 10 persone e in pochi anni sono diventate 63 provenienti da 13 paesi diversi.

“All’inizio ero l’unica donna della squadra e poco dopo è arrivata Chiara Agostini, la nostra hospitality manager, e fin da subito è stato un piacere poter contare su di lei sia per aspetti lavorativi ma non solo. Oggi siamo sei donne in squadra”.

La pandemia di Covid-19 ha aggiunto un’altra mansione per Heather che si trova oggi ad informare ogni singolo membro della squadra sulle normative in vigore in ogni Stato dove si disputano i Gran Premi. Ma, oltre ad assicurarsi che piloti e il team abbiano tutto l’occorrente per andare in scena, ha l’opportunità di godersi un po’ d’azione: “Durante i GP sono spesso di supporto alla squadra mentre preparo i passi successivi ma ho anche il tempo per vivere l’emozione di dare uno sguardo a cosa succede in pista. L’atmosfera al box prima che i piloti scendano si schierino è fantastica, la concentrazione è tangibile poi si spegne il semaforo e inizia lo spettacolo”.

Dal 2021 nel box del Petronas Yamaha SRT ha fatto il suo ingresso Valentino Rossi, un’icona di questo sport e un ulteriore motivo di orgoglio per Heather che aggiunge un altro successo alla sua strepitosa carriera: “Ho il privilegio di dire che svolgo il lavoro dei miei sogni, da quest’anno lavorerò con uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, quello che mi auguro è di poter essere un esempio per le ragazze più giovani, trasmettere loro l’importanza di avere fiducia in loro stesse perché possano diventare parte di questo ambiente o comunque che abbiano sempre la forza per realizzare i loro sogni”.

Mentre Heather si prepara per raggiungere Portimao, il prossimo 8 maggio scopriremo la straordinaria storia di un’altra #WomenInMotoGP.

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