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5 ore fa
By motogp.com

“Mi preoccuperei se non potessi guidare come voglio”

Marc Marquez è protagonista di una conferenza stampa straordinaria a Portimao, dove mette fine ad una lunga assenza

Marc Marquez (Repsol Honda Team) torna nel paddock dopo aver trascorso 275 giorni lontano dalle piste, dalle competizioni e, soprattutto, dalla sua RC213V. Il motivo lo sappiamo tutti, l’infortunio rimediato all’omero destro al primo appuntamento del 2020 ha visto il #93 affrontare una lunga convalescenza segnata da tre interventi chirurgici.

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Questo calvario è ormai finito e Marc volge di nuovo lo sguardo alla pista dove vuole tornare ad essere protagonista e avrà la possibilità di esserlo già al Grande Prémio 888 de Portugal. Ma prima, lo spagnolo è passato per la sala stampa dove, emozionato e con tutti i dubbi che ci si porta dietro dopo un periodo così lungo lontano dalle competizioni, risponde alle domande dei giornalisti, curiosi più che mai di sapere come si senta alla vigilia di questa particolare ‘prima’ volta. Di seguito ti proponiamo alcuni dei passaggi più significativi della conferenza stampa.

La sensazione del suo ritorno e i primi obiettivi:

“L’obiettivo è tornare su una moto e fare il passo più importante nel mio recupero: tornare ad essere un pilota, tornare alle competizioni. Il passo più importante. Da quel momento in poi, penserò ai passaggi successivi”.

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L’impatto dei media e la lezione di vita:

“Si percepisce che mediaticamente c’è una grande aspettativa ma dovrò sapermi isolare, concentrarmi con la squadra e non sentire più pressione del dovuto. Non ce ne dovrebbe essere, ci sarà tempo, sono io che pretendo di essere al top. Ora si tratta solo di uscire, sentire le sensazioni e fare piccoli passi durante il fine settimana. Questa parte della stagione è il mio pre-stagione e da lì vedremo. Sono stati nove mesi... Di ansia per tornare in pista e la preoccupazione per il mio futuro, per il braccio, che era quello che mi preoccupava di più, e ho imparato che ci sono molte gare, ma di vita ne abbiamo una sola e bisogna prendersene cura. Abbiamo solo un corpo e bisogna saperlo capire senza fretta. Fino a quando, in una riunione con tutti i medici abbiamo deciso in modo unanime di tornare. Ecco perché non ero in Qatar”.

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C’è nervosismo tra i suoi rivali?

“Non penso a loro. Ma se mi mettessi nei loro panni, avendo autostima e la fiducia, non sarei nervoso. Ho vinto molto in passato, ma sono in una situazione difficile della mia carriera, molti mesi senza moto, non ho potuto allenarmi quanto avrei voluto perché l’ultimo mese con i medici abbiamo deciso di smettere con la moto, ho fatto palestra. L’unica uscita che ho fatto è stata lunedì insieme a mio fratello, col Flat Track, ma non ho sforzato molto la zona muscolare. Sono in fase di recupero e non mi interessa cosa pensano e cosa succede in pista. Voglio arrivare al massimo livello e ogni cosa ha il suo tempo”.

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La prima caduta, prima arriva e meglio è?

“La prima caduta, logicamente, arriverà. Spero che sia il più tardi possibile. Questa è stata una delle prime cose che ho chiesto al dottore perché quando correrò affronterò dei rischi e ci saranno delle cadute, il corpo dev’essere pronto. Poi sarà importante per me alzarmi, tornare in moto e questo fa parte della situazione. Ciò che mi preoccupa di più non è il primo incidente, ma tornare sulla moto e guidare come voglio”.

I piloti che hai visto crescere in questi mesi.

“Mir è cresciuto molto. È il campione in carica e ha l’esperienza della conquista di un titolo. Resta da vedere se quest’anno Quartararo e Viñales faranno il salto decisivo, chi sarà il leader in Ducati perché non è ancora chiaro, anche se fino ad ora Zarco è stato sorprendente. Dopo che si saranno svolte quattro o cinque gare in Europa, sarà più facile definire lo scenario. Non scommetterei su nessuno perché non saprei su chi puntare”.

Come vive il Repsol Honda il ritorno di Marc Marquez?

La più grande difficoltà a Jerez e la mancanza di riferimenti a Portimao:

“Sarà un’emozione (Jerez), ma arriverà. Non sappiamo che tipo di set-up avere in questo circuito, non ho riferimenti da dare alla squadra. È un incentivo in più e un limite in più. Stiamo analizzando le sensazioni e poi vedremo dove arriveremo. È un circuito tecnico e difficile. Ci sono zone con poca visibilità, con curve cieche ed è difficile trovare i limiti. Sarà anche un altro aspetto a cui dovrò adattarmi. È un circuito molto bello”.

Il ritorno dopo l’infortunio

Le carenze che potrebbe mostrare al ritorno:

“Velocità, frenata, staccata... Sicuramente in gara il fatto di essere con più piloti, ci si sorpassa... Tutto questo già succede in una stagione quando si arriva alla prima gara, beh ora mi succederà di più. Ma il tempo passerà e tutto andrà a posto”.

Il momento più difficile a livello mentale.

“Forse il periodo più difficile è stato verso ottobre-novembre, erano passati due mesi dalla seconda operazione, quasi tre, e vedevo che qualcosa non stava funzionando. A prescindere da ciò che stessi facendo, in alcune settimane ho lavorato di più mentre in altre mi riposavo, ma notavo che qualcosa non andava. Ho deciso di farmi operare perché tutto ciò non era regolare, così ho seguito il consiglio dei medici. Con l’infezione è stata dura perché non sapevo esattamente cosa stesse succedendo. Facevo fatica anche a prendere una bottiglia, me la prendevo con i miei cari. Sono stati giorni difficili dopo la terza operazione ma alla fine tutto è passato”.

La strategia da affrontare questo fine settimana:

“Lo affronteremo come un normale fine settimana. Se piove si esce. Se la pista è mista non si esce. Un normale fine settimana. Ecco perché abbiamo fatto i test e abbiamo aspettato fino ad ora per correre in modo da poterlo vivere come un normale weekend. Esco col set-up che aveva Stefan (Bradl), perché? Perché se mi fai testare quello che avevo nove mesi fa non me lo ricordo nemmeno io. Quindi questo è un dubbio in meno nella mia mente. Ho guidato qui un mese fa con una moto da strada, non è lo stesso, la prima curva devi usare molta potenza. Mio fratello mi ha già detto che è uno dei circuiti più fisici del Campionato del mondo”.

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La differenza di 30-40 punti dai rivali, il potenziale della moto e la sua forza mentale:

“In termini di punti, non sono preoccupato. È chiaro che guardando la classifica si vede il distacco ma non sono affatto ossessionato su questo aspetto perché non è la mia priorità. Se raggiungerò i primi obiettivi allora penseremo a quello più grande che è il titolo”.

“Penso che dopo un infortunio si diventi ancora più forti, si imparano molte cose. È anche vero che mentalmente devo sentirmi come un pilota senza farmi troppe domande sul come sarà stare sulla moto. Sentirsi un pilota significa che se ti viene detto ‘esci’ lo fai e senza pensarci esci. Ora bisogna pensarci di più, ma tutto verrà”.

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L’ultimo ricordo e le richieste della RC213V:

“L’ultimo ricordo che ho con la moto non è l’incidente ma quanto mi sia divertito in quella gara a Jerez. Spero di ritrovare quella sensazione ma so che non succederà dall’oggi al domani. Si è visto negli ultimi anni, è una moto difficile da capire ma si possono ottenere grandi risultati. Mio fratello ha ottenuto due podi da rookie. Penso che anche Pol Espargaro farà bene. Il mio obiettivo è quello di trovare le sensazioni che ho lasciato a Jerez e da lì vedere se posso ritrovare di nuovo quel passo il più presto possibile”.

Sensazione atipica a Portimao, arriva senza un obiettivo preciso:

Mi sento strano, fuori posto in questo momento ma arrivando ho incontrato la squadra e sono entrato in modalità weekend. La grande differenza è che non ho corso per nove mesi. Quando esci hai dei dubbi, ma esci, ti ritrovi sulla moto e inizi a bruciare le tappe e durante il fine settimana vedrai dove sei. Non voglio pormi degli obiettivi perché questo farà sì che tutto vada a buon fine. Tutta la squadra è consapevole di quale sia la situazione reale al momento”.

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La mancanza di non poter guidare una MotoGP™ e la sensazione della vittoria:

“Cercheremo di iniziare passo dopo passo ma è vero che la competitività è dentro di me e durante questo periodo a casa, insieme ad Alex, penso di aver passato tante ore come non mai alla Play. Col braccio fasciato non potevo fare molto. Ho anche cercato di divertirmi a casa, fare delle passeggiate, condurre uno stile di vita diverso. Durante questo periodo quello che mi è mancato è stato guidare una MotoGP™. Quello che non vedo l’ora di fare è scendere in pista domani”.

Quindi, non perderti la prima sessione di prove libere per la classe regina a Portimao. L’appuntamento è per venerdì 16 aprile alle 09:55 (GMT+1), 10:55 italiane.

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