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24 giorni fa
By motogp.com

Un vero guerriero

L'ex telecronista del MotoGP™ Nick Harris celebra l'ottima prestazione del rientrante Marc Marquez, settimo domenica a Portimao

Venerdì mattina: io e il mio caro amico Martin Raines siamo nel mezzo di una call Zoom quando a Portimao sta per terminare la prima sessione di prove del MotoGP™. A un paio di minuti dalla fine il numero 93 appare in testa alla classifica dei tempi. Il tema al centro della call Zoom passa ovviamente in secondo piano dato che urliamo tutta la nostra approvazione: Marc Marquez (Repsol Honda Team) è davanti a tutti al rientro in pista nel MotoGP™. La lunghissima attesa di 265 giorni è finalmente terminata ma è incredibile come riesca a essere in testa dopo così tanto tempo lontano dall’asfalto. L’otto volte campione del mondo non ha mai corso prima su questa pista. Per la prima sessione di prove la pista non è in perfette condizioni e Marquez ha già ammesso che avrebbe sofferto nel corso del weekend a causa del dolore e della mancanza di forza all’omero fratturato cadendo rovinosamente l’anno scorso a Jerez in occasione del primo appuntamento del 2020.

Io e Martin avevamo parlato per tutta la settimana di quanta cautela avrebbe dovuto utilizzare per proteggere l’infortunio, per recuperare anche la forza fisica e per guarire. Per Marquez entrare in zona punti alla fine dei 25 tortuosi giri della gara di domenica sarebbe già una solida base di partenza. Ciò che mi ero completamente dimenticato è che ‘protezione’ e ‘cautela’ sono due parole che Marquez non utilizzerebbe mai semplicemente perché ne ignora il significato.

Mi è tornata in mente l’ultima intervista fatta con lui nel 2017 dopo la vittoria del titolo MotoGP™ al termine dell’appuntamento conclusivo in programma a Valencia. Era stato un anno difficile per lui che insieme al suo team Repsol Honda aveva deciso di provare a correre in modo più conservativo non prendendosi troppi rischi e puntando a portare a casa punti. A stagione in corso il suo barbiere gli ha detto che gli stavano iniziando a cadere i capelli. Così è corso dal medico che gli ha confermato questo fatto. Ha detto a Marc che ciò era causato dallo stress. Marc ha trovato subito la soluzione. Ovvero smettendo di provare a non essere Marc Marquez e tornando al vecchio stile e alle vecchie abitudini. Vale a dire gomiti e ginocchia a costante contatto con l’asfalto: anche questo gli ha permesso di conservare i capelli e di rivincere il titolo.  

Alla fine Maverick Viñales (Monster Energy Yamaha MotoGP) e Alex Rins (Team Suzuki Ecstar) hanno fatto scivolare Marquez in terza posizione alla fine della prima sessione ma la vera notizia sta nel suo rientro. Poi si è confermato con la sesta posizione in qualifica che gli ha permesso di scattare dalla seconda fila. Da lì ha dato del gran filo da torcere ai piloti davanti a lui come un toro imbizzarrito finalmente libero dopo essere stato imbrigliato per oltre 12 mesi. Marquez non ha percorso più di sei giri consecutivi tra i saliscendi del circuito portoghese. L’otto volte campione iridato ha stretto i denti ricordandosi di quando era a casa seduto a guardare in televisione le prestazioni dei suoi avversari e continuando a fare il lavoro che gli riesce meglio di tutti gli altri al mondo.

In ogni caso è riuscito a superare il dolore emerso negli ultimi dieci giri e ha chiuso in settima posizione a tredici secondi dal vincitore Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP). È arrivato al traguardo dopo 518 giorni rientrando al box Repsol Honda in lacrime in un misto di dolore e sollievo. Marquez ha dimostrato di essere un vero guerriero sulla scia di quanto fatto in precedenza da piloti del calibro di Mick Doohan e Barry Sheene che dopo degli infortuni tremendi sono riusciti a laurearsi campioni del mondo.

La storia continuerà a Jerez tra due settimane.

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