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6 giorni fa
By motogp.com

Migno-Cecchini: Tradizione e metodo per un 2021 memorabile

Il romagnolo e il proprietario di uno dei team più longevi del paddock analizzano questa stagione e descrivono il loro approccio ai GP

Esperienza, passione e ambizione. Sono queste le caratteristiche che hanno in comune Andrea Migno e Mirko Cecchini, titolare e ingegnere del Rivacold Snipers Team. Entrambi sono veterani della categoria cadetta: il primo in qualità di pilota, il secondo come tecnico. Proveniendo entrambi dalla ‘Terra dei Motori’ la passione per le due ruote è inmancabile. Di Cattolica uno di Pesaro l’altro, dal 2021 vestono gli stessi colori e fin dai primi test invernali hanno dimostrato una complicità tale da renderli grandi protagonisti del Campionato del Mondo Moto3.

Li abbiamo intervistati insieme, perché è insieme che stanno collezionando soddisfazioni e, sopratutto, stanno ottenendo risultati.

Si è appena concluso il test a Barcellona, com’è andato?

Andrea Migno: “Abbastanza bene. Durante i Gran Premi c’è poco tempo per fare tutte le prove che vorremmo, così abbiamo approfittato di questo test per concentrarci su aspetti che volevamo approfondire e siamo soddisfatti. È stato utile per prepararci al meglio in vista del Mugello”.

Come hai anticipato, il prossimo appuntamento è proprio il GP d’Italia e ci arrivi trovandoti al terzo posto in classifica e sei il primo degli italiani. Che effetto fa?

Andrea Migno: “In questo momento dell’anno, come mi dice sempre Mirko, è il momento di fare delle gare all’attacco e andare alla ricerca di buoni risultati. Ho fatto mia questa filosofia. Certo, è bello vedere che sono terzo in classifica però vogliamo concludere con dei bei piazzamenti di spessore”.

Mirko, la tappa al Mugello è speciale per noi italiani. Tu, da tecnico, come ti stai preparando a questo appuntamento?

“Questo test a Barcellona è stato utile perché è una pista simile a quella del Mugello. In entrambi i casi ci sono curve veloci e questo ci ha permesso di ottenere dei feedback utili anche per il prossimo GP, quindi sappiamo già quale base usare fin dall’inizio. Stiamo lavorando in ottica gara perché è lì che abbiamo ancora degli aspetti da migliorare. Per quanto riguarda il giro secco siamo sempre molto competitivi invece in gara non sempre riusciamo a dire la nostra come vorremmo”.

Mirko, l’anno scorso mentre eri in lotta per il titolo della categoria cadetta con Tony Arbolino hai annunciato l’arrivo di Andrea Migno, un pilota che ha trascorso la sua carriera con la KTM mentre tu avresti messo a sua disposizione una Honda. Dopo cinque gare vantate tre prime file, di cui due pole position, un podio e il terzo posto in classifica piloti. Te lo aspettavi?

“Mi aspettavo di poter essere competitivi con Andrea e forse sì, siamo persino sopra quelle che potevano essere le aspettative iniziali. Ma già dal primo test a Valencia siamo stati estremamente veloci e siamo molto contenti di come stiamo lavorando e di quello che stiamo ottenendo ma sai, quando ti diverti e ottienei risultati non ti accontenti mai. Guardiamo sempre un po’ più avanti perché dobbiamo migliorare: la moto è sempre migliorabile e il pilota può sempre fare di più, quindi siamo impegnati ad alzare costantemente l’asticella. La gara in Italia arriva proprio nel momento giusto”.

Andrea, come hai vissuto il passaggio da KTM a Honda?

“Sono due moto molto diverse. Non sapevo che cosa aspettarmi dalla Honda fino a quando non l’ho provata e già dai primi passaggi mi sono reso conto che ci sono tantissime differenze tra queste due moto. Poi ogni pilota ha le sue preferenze ma per quanto mi riguarda, penso di trovarmi bene con la Honda ed è stato così fin da subito. Ma saranno i risultati a dimostrare la qualità del lavoro di questa stagione”.

Andrea, hai corso con diverse squadre della Moto3™ e ogni team ha le sue caratteristiche, qual è la prima sensazione che hai avuto entrando a far parte del Rivacold Snipers Team?

“Si percepiscono subito la lunga tradizione e la passione che hanno contraddistinto questa squadra nel corso degli anni nel Campionato del Mondo. È una delle scuderie più antiche del paddock e se vanta una longevità simile è significativo. Poi, come pilota posso solo dire che fin dal primo istante mi sono sentito subito accolto”.

Mirko, hai lavorato con tanti piloti, quali sono le prime caratteristiche che hai individuato in Andrea come pilota e come persona?

Mirko Cecchini: “Si fa sempre aspettare!” e non tarda ad arrivare la smentita di Migno: “Ma non è vero!”.

M.C.: “A parte gli scherzi, è una persona molto precisa, è un tipo pignolo. Mi è capitato di avere a che fare con piloti che una volta scesi dalla moto lascino tutto sparso in giro per il box, invece Andrea è molto ordinato, si prende cura delle sue cose e non lascia niente al caso. E poi, è uno che si muove e si organizza in autonomia, invece spesso mi è capitato di lavorare con piloti a cui devi dire come fare ogni singolo passo. Apprezzo il suo modo di essere”.

Un Andrea molto preciso al box l’hai avuto e con lui nel 2004 avete vinto il titolo in 125cc. Questo è un ‘Amarcord’?*

Mirko Cecchini: “Stiamo vivendo un bel Campionato quest’anno, lasciando stare Le Mans dove non siamo riusciti a tramutare in gara il lavoro che avevamo fatto in prova, per il resto siamo sempre stati competitivi. Forse quello che ha trovato Andrea quest’anno, rispetto alle sue stagioni precedenti, è il fatto di essere costantemente davanti. Gli stiamo dando stabilità, non so se dipende dal suo feeling con la moto o magari abbiamo un metodo di lavoro diverso rispetto ad altre squadre dov’è stato in passato... Non lo so, quel che è certo è che tireremo le somme alla fine della stagione. La cosa importante è continuare a stare lì davanti poi lo sappiamo, le gare della Moto3 sono sempre imprevedibili però per noi è fondamentale restare nel gruppo dei primi”.

“Avendo molta esperienza, quando Andrea scende dalla moto sa già cosa vuole e fa delle richieste precise e dettagliate. Quindi è piuttosto semplice lavorare con lui anche perché quando chiede delle modifiche per migliorare, i risultati arrivano e questo è quello che conta”.

Andrea, hai già vinto una volta al Mugello, con la KTM nel 2017. Per questo appuntamento 2021 come ti senti?

“Voglio fare un bel weekend a partire dalle prove per poi fare una bella gara. Voglio essere tra i primi. Sarà emozionante correre al Mugello perché è una bellissima pista, anche se si sentirà l’assenza del pubblico, ma questa per noi italiani è sempre una gara speciale, ci teniamo molto. Voglio costruirmi l’occasione per fare delle prove importanti per poi poter fare una gara memorabile ma la verità la dirà la bandiera a scacchi”.

Quella del Mugello è sempre stata una tappa emblematica per gli appassionati di tutto il mondo. Le circostanze generate dalla pandemia di Covid-19 non hanno permesso ai piloti del Campionato del Mondo MotoGP™ di sfidarsi sull’iconica pista toscana nel 2020. Ancora pochi giorni e le colline fiorentine torneranno a sentire il rombo dei motori. Andrea Migno e Mirko Cecchini sono pronti per questa nuova tappa, faranno suonare l’inno di Mameli domenica 30 maggio?

*Andrea Dovizioso vinse il titolo in 125cc nel 2004 quando al box insieme a Mirko c’era anche suo padre Giancarlo Cecchini, storico meccanico che nel corso della sua carriera ha lavorato con piloti leggendari come Renzo Pasolini, Mike Hailwood, Jarno Saarinen e Mario Lega.

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