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11 giorni fa
By motogp.com

Marquez emula i grandi ritorni delle leggende sportive

Il trionfo di Marc a 581 giorni dalla sua ultima vittoria evoca le impresi di altri sportivi tornati al successo dopo delle difficoltà

È tornato. Marc Marquez (Repsol Honda Team) assapora di nuovo il gusto della vittoria in Germania dopo 581 giorni lontano dal gradino più alto del podio scrivendo la parola ‘fine’ ad un capitolo delicato della sua carriera di pilota, ad un periodo segnato dall’infortunio rimediato alla spalla nel 2020. Il #93 è tornato in azione sulla sua RC213V in occasione della tappa all’Autódromo Internacional do Algarve per il terzo round del 2021. È stato un momento molto atteso da tutti gli appassionati di motociclismo ma mancava il momento della verità: vedere l’otto volte campione del mondo di nuovo sul gradino più alto del podio. Al Sachsenring, nel suo regno, è giunta l’opportunità che aspettava e Marc l’ha colta al volo. Il suo trionfo ricorda altri grandi ritorni alla gloria di leggende dello sport in grado di lasciarsi alle spalle infortuni o momenti di difficoltà per tornare a combattere al massimo nelle rispettive discipline.

Marc Marquez accelera la RC213V-S a Portimao

Tra questi, non è da trascurare quando accaduto a Mick Doohan, MotoGP™ Legend, che ha quasi perso la gamba destra nel 1992 dopo una grave caduta ad Assen che ha causato una pericolosa infezione. Nonostante un recupero travagliato, l’australiano è miracolosamente tornato a vincere. Dopo aver saltato quattro gare, ha cercato di conquistare il titolo negli ultimi due round in Brasile e in Sudafrica. Tutto il suo impegno non fu sufficiente e concesse la corona a Wayne Rainey per 4 punti. Anche se non riuscì a conquistare il titolo quell’anno, restò nell’élite monopolizzando le corone iridate dal 1994 al 1998. Lo stesso Doohan ha avuto un’interessante chiacchierata con Marc che lo ha aiutato a vincere di nuovo.

#RacingTogether: gli anni di Doohan

Se guardiamo oltre la MotoGP™️, gli esempi sono numerosi. Nel motorsport abbiamo casi particolarmente emblematici. È inevitabile ricordare il compianto Niki Lauda e la sua capacità di recuperare dalle ferite riportate dopo un incidente nel GP di Germania F1 del 1976 in cui la sua monoposto andò in fiamme. Nonostante abbia ricevuto l’estrema unzione in ospedale, a causa della gravità delle sue ferite, tornò in gara 6 settimane dopo. Una performance davvero eroica. Si classificò secondo in Campionato ma vinse il suo secondo titolo un anno dopo, prendendo la sua ultima corona mondiale nel 1984. Brillante. Fu importante anche l’incidente che ha visto coinvolto Michael Schumacher al GP della Gran Bretagna del 1999, a Silverstone, quando ruppe una gamba e perse le successive 6 gare, condannando le sue possibilità di titolo. Il tedesco tornò più forte che mai per mettere insieme cinque anni d’oro con la Ferrari vincendo i titoli dal 2000 al 2004.

Nel mondo del calcio non mancano i recuperi celebri che hanno compiuto giocatori storici come Ronaldo Nazario o Diego Maradona, tanto per citarne alcuni. Il brasiliano superò diversi infortuni gravi al ginocchio, problemi che avrebbero costretto al ritiro chiunque altro. Lungi dal gettare la spugna, Ronaldo lavorò duramente per tornare e vincere la quinta Coppa per il Brasile con una prestazione superlativa ai mondiali nel 2002 in Corea e Giappone. Nel caso del Pibe de Oro, l’argentino superò un grave infortunio alla caviglia durante il suo periodo al FC Barcelona prima di vincere la Coppa del Mondo in Messico nel 1986. Otto anni più tardi, fu protagonista di un’iconica messa a punto per giocare la Coppa del Mondo negli Stati Uniti 1994.

Anche le grandi leggende del basket non sono estranee a questo tipo di ritorno. Il più famoso, naturalmente, fu quello di Michael Jordan che ha paralizzato il mondo dello sport con i suoi ritorni nei campi da gioco dopo diversi ritiri, sia quando indossava la maglia dei Chicago Bulls che nella sua ultima tappa nei Washington Wizards. Ma se parliamo di infortuni, dobbiamo anche ricordare i sacrifici di Kobe Bryant per superare un grave infortunio al tendine d’Achille. Completamente rotto, il Black Mamba ha segnato due tiri liberi decisivi per i suoi Lakers alle porte dei playoff nel 2013 e andò negli spogliatoi per affrontare un lungo recupero che lo ha tenuto quasi un anno lontano dai campi. In procinto di compiere 35 anni, Kobe non ha gettato la spugna ed è tornato, dopo quasi un anno, per tornare di nuovo competitivo e concentrato a far crescere le sue statistiche nelle sue ultime due stagioni. Nel 2016 ha firmato una performance finale di 60 punti contro gli Utah Jazz. Niente male.

È anche giusto dare un’occhiata al mondo del tennis, dove i tre tennisti di maggior successo di tutti i tempi hanno superato momenti molto difficili. Roger Federer ha sofferto soprattutto con la schiena, mentre Rafa Nadal ha dovuto superare il costante disagio alle ginocchia e Novak Djokovic ha superato il suo martirio col gomito. Questi e una serie di altri disturbi non sono stati sufficienti per fermare la sua eredità. Sono sul podio d’onore tra i giocatori di tennis vantando il maggior numero di Grand SlamFederer e Nadal ne hanno 20 e Nole è in agguato a quota 18 dopo aver conquistato l’ultimo Australian Open.

In altre discipline ricordiamo anche casi famosi come Tiger Woods nel golf. Al di là di alcuni problemi familiari, il leggendario golfista americano, considerato da molti il migliore della storia, ha superato vari problemi fisici come diverse operazioni alla schiena per rimanere nell’élite e raccogliere successi importanti come il suo quinto Masters di Augusta, che ha sollevato di nuovo nel 2019, portando il suo numero di major a 15. Né dovremmo trascurare un altro mito, in questo caso della NFL, come Peyton Manning. Il famoso quarterback finì il suo tempo con gli Indianapolis Colts dopo un 2011 vuoto a causa di problemi al collo che lo fecero sottoporre a quattro interventi chirurgici. Ha firmato per i Denver Broncos, con cui avrebbe giocato le sue ultime 4 stagioni da professionista, dicendo addio in grande stile con il suo secondo titolo Super Bowl nel 2015.

A questa lista di campioni possiamo aggiungere Marquez che ha avuto la capacità di oltrepassare le difficoltà per tornare ai massimi livelli di competitività regnando al Sachsenring, pista dove ha già accumulato 11 vittorie consecutive. Dopo aver subito tre interventi chirurgici ed essere tornato in gara quest’anno a Portimao, il pilota di Cervera comincia a raccogliere i frutti di un grande sacrificio. Mettendo di nuovo i piedi sul gradino più alto del podio in Germania, si apre un nuovo scenario in cui l’otto volte campione cercherà di aggiungere altri numeri ai suoi già impressionanti successi.

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