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17 giorni fa
By motogp.com

“Lo stile di vita in MotoGP™️ è un mondo pieno di passione”

Friné Velilla, Media Manager di Dorna, è il punto di riferimento per addetti alla comunicazione del paddock e per aspiranti giornalisti

Ogni circuito ha un media center, l’ufficio per giornalisti, fotografi e addetti stampa dei team durante i giorni di Gran Premio. Dal 2010 è Friné Velilla, Media Manager di Dorna Sports, ad aprire le porte di questa redazione itinerante in tutti i circuiti dove fa tappa il Campionato del Mondo MotoGP™.

Con lo sguardo rivolto al futuro ma con l’attenzione sempre concentrata sul presente, Friné ci racconta il suo percorso professionale iniziato come traduttrice e interprete di competizioni motoristiche fino al suo ingresso, sempre come traduttrice, in Dorna Sports nel 2004. Inoltre, ci spiega come all’interno della stessa azienda abbia affrontato nuove sfide e ricoperto ruoli diversi fino a diventare una delle #WomenInMotoGP più ammirate e conosciute del paddock.

Con una laurea in traduzione ed interpretazione nel suo bagaglio, la voglia di conoscere il mondo e di confrontarsi con culture diverse, Friné è approdata al motorsport come traduttrice delle gare di Rally della Costa Brava capendo subito che quello sarebbe stato il suo mondo. “Iniziarono a chiamarmi per tradurre altri eventi motoristici fino a quando mandai il curriculum a Dorna e dal 2004 formo parte di questa compagnia – racconta – Iniziai traducendo i contenuti del sito dall’inglese allo spagnolo, poi per un periodo ho fatto parte del dipartimento di ‘costumer supports’ e da lì sono passata a ‘media sales’. Da quel momento ho avuto la possibilità di frequentare i Gran Premi occupandomi della vendita dei diritti televisivi, dei collegamenti via satellite e, avendo già viaggiato per metà stagione, mi venne offerto il posto di responsabile della stampa”.

L’esordio in questo nuovo ruolo è avvenuto in occasione del Gran Premio del Qatar del 2010 e, come ogni inizio, quello di Friné non è stato privo di difficoltà: “Era caldissimo, molto più di quanto non mi potessi aspettare – ricorda – L’evento si svolge in notturna quindi finivamo a tarda notte e mi trovavo a fare i conti con la tensione e con la stanchezza. La lista delle cose da fare era lunghissima, ma col tempo, ho adattato quella lista alle nuove esigenze dei giornalisti e oggi è molto diversa anche se resta in costante evoluzione”.

Cambiano i circuiti e la tecnologia ma la sua missione è sempre la stessa: “Rendere il più agevole possibile il lavoro dei giornalisti e dei fotografi”. Le settimane di Gran Premio di Friné iniziano con la gestione degli accrediti, l’organizzazione delle conferenze, la stesura delle cartelle stampa, quei documenti indispensabili perché i giornalisti abbiano a disposizione ogni dettaglio sui piloti, sul circuito e sull’attualità del Campionato, poi continua con la coordinazione delle interviste televisive e tutto questo mentre gestisce ogni esigenza della sala stampa.

“Durante le conferenze coordino le domande, organizzo gli incontri tra i piloti e i diversi broadcaster, cerco di facilitare le connessioni tra i media e gli addetti stampa dei team perché possano poi portare avanti servizi e interviste”. Lo svolgimento di queste attività avviene dal Media Center, quella che Friné definisce: “Una piccola riunione delle Nazioni Unite”. “Mi piace sapere che incontro sempre persone di tutto il mondo e che ogni volta portiamo il nostro ufficio in un paese diverso, questo è l’aspetto che più mi affascina del mio lavoro, ossia, avere la possibilità di essere in costante contatto con culture tanto diverse, parlare tante lingue e osservare i metodi di lavoro e i modi di fare che contraddistinguono ogni paese”.

Ed è proprio l’aspetto umano a rendere magico ogni evento: “Adoro ascoltare le storie dei piloti e delle loro famiglie – spiega – Scoprire quali sacrifici e rinunce hanno fatto perché il mondo possa godere di uno spettacolo favoloso. Quando guardiamo le gare ci godiamo lo show ma non tutti conoscono ciò che questi ragazzi e i loro cari fanno per essere sullo schieramento di partenza del Campionato del Mondo”.

Lavorare in MotoGP™ è affascinante ma richiede un grande impegno, così come ci spiega Friné: “Ogni domenica siamo lì, ci perdiamo i compleanni, matrimoni di famigliari e amici, rinunciamo alla quotidianità con i nostri cari ma siamo sempre lì, in circuito ad assicurare uno spettacolo incredibile agli appassionati di tutto il mondo”. E se si cerca una spiegazione razionale a tutto questo, la risposta arriva forte e chiara:“Viviamo in un mondo parallelo fatto di così tanta passione che lo rende unico e inimitabile”.

Il fatto di svolgere un lavoro che richiede tanto tempo ed energie non è sempre compreso ma l’entusiasmo e l’adrenalina che mandano avanti questo ambiente, secondo Friné è qualcosa di impagabile: “Fin dal primo momento ti rendi conto che non sei in un posto qualsiasi con gente qualsiasi e che non avrai una vita qualsiasi. In tante aziende si parla di bilanci e di previsioni di vendita, noi invece aspettiamo con entusiasmo l’uscita del nuovo calendario per scoprire quando e dove saremo, quanto tempo avremo a disposizione per conoscere un po’ meglio uno dei tanti paesi che visitiamo”.

A ripagare gli sforzi si aggiungono anche le gratifiche dei professionisti della comunicazione che elogiano le facilitazioni che trovano nel paddock: “Quando i giornalisti o fotografi che seguono più sport mi dicono ‘In MotoGP™ si lavora molto bene’ sono felice. Noi facciamo di tutto perché possano intervistare chi considerano opportuno o fotografare da ogni angolo e per tutto il tempo che vogliono un soggetto e quando poi ricevo questi complimenti è molto gratificante”.

La situazione generata dalla pandemia di Covid-19 ha costretto ad un cambio improvviso di abitudini per tutti. Una volta annunciato il ritorno alle competizioni, Friné sapeva di tornare al lavoro ma, per la prima volta, con una sala stampa vuota, silenziosa e l’impegno di dover facilitare il lavoro dei giornalisti collegati da casa. L’uso mirato della tecnologia le ha permesso di trasformare l’assenza fisica degli addetti ai lavori in una crescita dei media accreditati e impegnati a seguire il Campionato: “Abbiamo sempre cercato di facilitare il più possibile l’accesso a chi da sempre forma parte del paddock - spiega - Ma, allo stesso tempo, abbiamo visto crescere le richieste di testate da tutto il mondo. Spostando le conferenze online molti più giornalisti hanno la possibilità di fare delle domande ai piloti durante ogni evento”.

In un anno come il 2020, dove si sono susseguite numerose sfide, Friné ha saputo rendere la sala stampa un luogo eco-sostenibile: “Ho sempre cercato di ridurre il consumo della carta. Non è stato facile introdurre questo cambiamento però è importante aggiornarsi e rispettare l’ambiente. Stampavamo decine e decini di fogli ad ogni turno ed era uno spreco di carta. Tutti lavorano con più dispositivi digitali e possono consultare i risultati dal tablet e scrivere l’articolo sul computer. In ogni caso, ho notato che non era indispensabile stampare tanti fogli visto che nessuno si è lamentato”.

Friné è un riferimento anche fuori dal paddock, infatti, molti studenti universitari e aspiranti giornalisti la contattano per arricchire le proprie tesi di laurea attraverso la sua testimonianza: “Nell’ultimo anno c’è stato un boom di studenti che mi hanno intervistata ed è un onore sapere che vogliono conoscere il mio lavoro e che vedano in me un punto di riferimento. Sto sostenendo una nuova generazione di giornalisti, quella che racconterà la MotoGP™”. Oltre a descrivere i tecnicismi del suo lavoro, le viene spesso chiesto di spiegare che cosa significhi essere una donna in un ambiente che, nonostante la costante evoluzione, resta ancora dominato da uomini: “Non ho mai percepito la questione di genere in questo ambiente, invece ho sempre notato come sia la professionalità a fare la differenza”.

“Ci sono donne impegnate come professioniste in ogni ambito del paddock – aggiunge – Quando ho iniziato vedevi una ragazza ogni tanto, ora, anche nei box, è molto più comune e penso che sia fantastico quando si svuota la griglia di partenza e al fianco del pilota restano i due o tre ingegneri e uno di loro è una donna. Nel corso di questi anni ho visto che si è normalizzata la presenza delle donne in MotoGP™”.

Dal futuro, le chiediamo poi di volgere lo sguardo al passato, alla prima pagina di questo ricco album di ricordi per scoprire quale sia l’insegnamento che ha fatto suo? “Carpe diem. In realtà è una filosofia che mi ha sempre accompagnata, ogni volta che c’era la possibilità di fare qualcosa di nuovo mi sono lanciata e così ho visto posti che mai mi sarei immaginata di poter visitare, come la NASA, o di esplorare angoli di città lontanissime”.

La capacità di saper cogliere l’attimo è custodita anche in piccoli gesti e nella capacità di saper mostrare ciò di cui si è capaci. Ma ci sono delle caratteristiche che più di altre hanno permesso a Friné di fare la differenza: “Conoscere le lingue e l’essere multitasking, dimostrando di essere una persona affidabile in ogni istante”.

Con qualche settimana di pausa a disposizione per ricaricare le pile, Friné tornerà ad aprire le porte del media center del Red Bull Ring, dal 5 all’8 agosto, in occasione del Michelin® Grand Prix of Styria, con l’entusiasmo e la motivazione che le ha permesso di contraddistinguersi in questi anni.