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19 giorni fa
By motogp.com

“I risultati si ottengono con passione e dedizione”

Dal 2001, Noemi Lacasa contribuisce a rendere la MotoGP™ una realtà all’avanguardia nell’ambito delle telecomunicazioni e radiofrequenze

Solo pochissimi prescelti hanno la possibilità di guidare un prototipo MotoGP™ ma tutti gli appassionati di questo sport possono sentirsi in pista, nei panni dei piloti più veloci del pianeta, grazie alle telecamere OnBoard. Se questo è possibile, è anche grazie all’impegno di Noemi Lacasa che dal 2003 è impegnata in questo progetto. Da allora contribuisce a far crescere, a sviluppare e, insieme al suo attuale gruppo di lavoro, s’impegna ogni giorno perché questa, insieme alle altre tecnologie a cui si dedicano, siano sempre più coinvolgenti e funzionali.

Con la sua storia Noemi dimostra come la passione e la dedizione, unite alla voglia di superarsi sempre, possano trasformare un lavoro in un’avventura e un problema nello stimolo per cercare nuove soluzioni. Laureata in ingegneria delle telecomunicazioni, fin da giovanissima Noemi si muove in un ambiente considerato da uomini e la sua esperienza di vita custodisce un prezioso insegnamento che condivide fin da subito in modo chiaro e diretto: “Non esistono lavori da uomini o da donne, esistono lavori che piacciono o che non piacciono”.

Noemi ha trovato nella sua predisposizione ad accogliere nuove sfide la chiave di volta per la sua carriera. È stato proprio questo atteggiamento che l’ha vista coinvolta in progetti avanguardistici e che, tra le altre cose, le ha permesso di crescere professionalmente all’interno di Dorna Sports, l’azienda per cui lavora dal 2001 e che dal 2017 la vede ricoprire il ruolo di manager RF, il dipartimento che gestisce le radiofrequenze e tutti i sistemi di ricezione e trasmissione senza fili per il Campionato del Mondo MotoGP™.

“Quando si trattava di scegliere l’università ero orientata su facoltà ingegneristiche - spiega introducendo quello che è stato l’inizio del suo percorso di studi e lavorativo – Mi sono laureata in ingegneria elettronica e, successivamente, ho conseguito anche una seconda laurea in ingegneria delle telecomunicazioni. Quando ero all’università e poi nei primi anni di lavoro, ero alla ricerca di un’occupazione fuori dai confini spagnoli perché le offerte più interessanti per profili professionali come quello che volevo ricoprire erano richieste soprattutto in nord Europa”.

Decisa ad allontanarsi dal mondo della programmazione per avvicinarsi sempre di più a quello delle telecomunicazioni, a metà del 2001 Noemi accolse l’offerta di Dorna Sports: “Mi interessò il lavoro perché veniva richiesto di viaggiare e fu questo uno dei principali motivi per cui accettai”.

L’ingresso nel paddock è stato impattante, così come ricorda Noemi: “Iniziai a viaggiare a metà del 2001 e, anche se al tempo c’erano molte meno persone rispetto ad oggi, penso che ci voglia almeno un anno per capire come funziona questo ambiente. Quindi la prima metà di stagione mi è servita per orientarmi e per capire come funzionasse questo mondo”.

L’anno successivo, nel 2002, si presentò davanti a lei una nuova occasione: “Al tempo Dorna gestiva i diritti del Campionato Motocross e mi venne proposto di seguirlo che, rispetto alla MotoGP™, aveva meno risorse. Sarebbe stato molto impegnativo per me, ma allo stesso tempo era sfidante, per questo accettai”.

Con una stagione in più alle spalle, l’occasione che Noemi credeva di poter trovare solo all’estero, le venne invece offerta dall’azienda per cui stava già lavorando: “Al tempo il sistema OnBoard era affidato ad un’azienda esterna ma dal 2003 Dorna decise di svilupparlo internamente – spiega – Allora mi venne chiesto di seguire questo progetto. E fu proprio quella la ragione che mi convinse a restare. Nel corso degli anni sono cresciuta all’interno dell’azienda, per questo ho poi frequentato un MBA di due anni e mezzo perché volevo assicurarmi di avere una formazione anche dal punto di vista amministrativo e di gestione del personale anche se l’ingegneria resta la mia grande passione e mi sto muovendo per fare un dottorato in questo ambito”.

Impegnata in una formazione costante, Noemi ha trovato nel Campionato del Mondo MotoGP™ una realtà di vertice nel settore delle telecomunicazioni: “Per un ingegnere è stimolante trovarsi costantemente impegnato in nuove sfide – continua a raccontare - E Dorna è un’azienda che a livello tecnico è ammirevole perché è costantemente impegnata nella ricerca e nell’applicazione delle novità per i suoi progetti. Questo è qualcosa che agli ingegneri piace molto perché ci troviamo a vivere costantemente una sfida”.

Per rendere più tangibile questa evoluzione, Noemi ci racconta lo sviluppo delle telecamere OnBoard: “È nato come progetto analogico, poi è passato al digitale e ora è in HD. All’inizio avevamo solo due telecamere, oggi invece riceviamo il segnale di quattro camere contemporaneamente e sono state introdotte anche quelle giroscopiche permettendo così agli appassionati di vedere ciò che fa un pilota sulla moto a 360°”.

Così come le telecamere OnBoard sono state una sorpresa ormai oggi giorno normalizzata, una situazione analoga l’hanno vissuta le prime professioniste che hanno fatto l’ingresso nel paddock: “All’inizio di questo progetto lavoravo molto con i dati della moto. Nel mio dipartimento già mi conoscevano ed ero considerata per la mia professionalità ma quando entravo in un box non mi conosceva nessuno e mi sentivo osservata perché c’erano poche donne impegnate nel paddock e nessuna impegnata dentro il box”.

Ormai le #WomenInMotoGP sono tante e impegnate in tutti gli ambiti del paddock e, se questa è diventata una realtà, è anche grazie a donne che, come Noemi, hanno dimostrato che la professionalità non fa distinzioni di genere. “Non mi sono mai sentita sottovalutata per il fatto di essere donna – continua a raccontare – Però, all’inizio soprattutto, sono stata io stessa a mettermi molta pressione per dimostrare di essere valida, di essere capace. Ma quando poi vedi che le persone con cui lavori si fidano di te, credono e sostengono il tuo lavoro, allora si allentano i nervi e si normalizza la situazione”.

Le settimane di Gran Premi per Noemi iniziano circa una settimana prima quando prepara il piano di frequenze, un documento stilato col Ministero incaricato del paese che ospita l’evento: “Ogni volta chiediamo una media di 250 frequenze per lavorare insieme a tutti i broadcaster presenti senza avere problemi di interferenze – spiega - Quando arrivo mi assicuro che funzioni tutto correttamente e nel corso del fine settimana monitoro lo stato delle frequenze”.

Nei diversi punti del circuito vengono posizionate delle antenne che ricevono le immagini delle telecamere senza fili e le radiocomunicazioni, il segnale viene costantemente monitorato dall’ufficio itinerante dove si trova Noemi. “Il giovedì usciamo con tutte le telecamere per poi poter inviare ai broadcaster la mappa di copertura dove possono vedere il livello del segnale che c’è in ogni punto del circuito. Per quanto riguarda la pista, sempre il giovedì, Enrique Sierra, uno dei direttori del dipartimento di realizzazione, guida una BMW Safety Bike equipaggiata con un sistema di trasmissione identico a quello installato sui prototipi MotoGP™ per essere sicuri che riceveremo correttamente il segnale dalle telecamere”.

Una volta iniziata l’azione in pista, Noemi è in costante contatto col dipartimento IPF, International Program Feed, la regia che realizza le immagini per i broadcaster di tutto il mondo: “Facciamo una riunione col gruppo IPF il giovedì e un’altra il sabato perché loro sanno quali momenti bisogna immortalare e noi ci assicuriamo di predisporre le telecamere nel posto giusto al momento giusto. Ad esempio, per il secondo appuntamento a Misano abbiamo definito il sabato il piano delle celebrazioni nel caso in cui Fabio Quartararo avesse vinto il titolo. Così è stato e abbiamo garantito agli spettatori di tutto il mondo una visione esclusiva di quel momento”.

Durante i Gran Premi, Noemi e la sua squadra gestiscono i segnali di oltre 100 telecamere OnBoard, aggiustano le luci e i colori delle immagini che arrivano dalla pista o dai box in tempo reale perché gli spettatori possano godersi al meglio ogni istante dello spettacolo e, nel frattempo, provano i progetti a cui stanno lavorando: “Tutto ciò che ha a che fare con le radiofrequenze passa per il mio ufficio e se durante un Gran Premio dovessero cadere le comunicazioni radio sarebbe un disastro. Per questo siamo sempre attenti perché tutto funzioni alla perfezione ma se c’è un problema dobbiamo intervenire subito per risolverlo in modo che non venga compromessa la diretta”.

Quello che era iniziato come un lavoro temporaneo si è poi trasformata nella casa professionale di Noemi che, dopo 20 anni scanditi al ritmo del Campionato del Mondo MotoGP™, mantiene vivo l’entusiasmo: “Sono qui perché mi piace il mio lavoro e sono in un’azienda che vuole sempre essere al vertice dell’innovazione tecnologica. Se ciò che fai non ti appassiona diventa tutto complesso, se penso agli sforzi che servono per avviare progetti come quelli che affrontiamo ogni giorno, penso che sarebbero insostenibili se alla base non ci fossero passione e interesse per ciò che facciamo”.

L’aver coltivato le sue passioni con dedizione, ha permesso a Noemi di intraprendere gli studi e la carriera che desiderava abbattendo alcune di quelle barriere culturali che, in alcuni casi, condizionano le scelte delle persone: “Se ti piace qualcosa vai, prova tutti i cammini per raggiungere il tuo obiettivo. La questione di genere non può mai essere il motivo per cui non provi nemmeno a raggiungere la meta che ti proponi”.

Impegnata a raggiungere il Circuit Ricardo Tormo, Noemi è pronta ad assicurare la trasmissione dell’ultimo imperdibile appuntamento della stagione 2021: il Gran Premio Motul de la Comunitat Valenciana dal 12 al 14 novembre.

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