Vince il titolo iridato in 125cc e in Moto2™, poi compie il passaggio in MotoGP™ nel 2013. Dopo una battaglia lunga tutta una stagione con Jorge Lorenzo diventa il più giovane campione della categoria siglando una serie infinita di record. Il 2014, la sua consacrazione: vince le prime dieci gare consecutive e, grazie ad altri podi e piazzamenti importanti, conquista la sua quarta iride con tre gare d’anticipo. Il 2015 si rivela impegnativo con una Honda difficile da domare, qualche speranza si accende quando ad Assen passa al telaio dell’anno precedente raggiungendo alla fine il terzo posto in campionato. Nel 2016 torna di forza tra i pretendenti al titolo. Vince due GP e, arrivando costantemente sul podio nelle prime quattro gare, comanda la classifica iridata fino al GP di Francia. Al Mugello è secondo e i successivi podi in Catalogna, ad Assen e a Brno, oltre alla vittoria in Germania, lo rilanciano in vetta alla classifica generale laureandosi campione per la quinta volta.
Inizia il 2017 con l’obiettivo di difendere il trono; non brilla nei primi GP ma, nonostante gli errori e il duello con Andrea Dovizioso, con sei vittorie e altrettanti podi fa suo ancora una volta il titolo della massima cilindrata. È il sei volte campione più giovane della storia. La classe regina è di sua proprietà anche per il 2018: con una tabella di marcia nella quale brillano nove vittorie e cinque podi raggiunge il ‘livello 7’ iridato. Il 2019 inizia in modo pocoa convincente visto il secondo posto firmato in Qatar e la caduta di Termas. Ma è una volta arrivati in Europa che Marquez ingrana la marcia vincendo a Jerez e a Le Mans, in Catalogna e al Sachsenring. All’inizio della pausa estiva il lavoro del catalano è già ben avviato verso l’ottavo titolo. La seconda parte di campionato è sua e a Buriram firma l’ottavo titolo iridato, il sesto in MotoGP™.
Il 2020 avrebbe dovuto essere un altro anno di gloria. Ma è andata diversamente. Caduto a Jerez, si è strapazzato il braccio destro ed è seguito un lungo calvario. Nel 2021 è tornato vincendo tre gare, senza però essere fisicamente a posto. A 2022 iniziato, al Mugello, annuncia di aver deciso di fermarsi per sottoporsi all’ennesima operazione: la sua carriera è a rischio. Rientra ad Aragon circondato dai punti interrogativi. In Giappone si prende la pole, in Australia è sul podio. Nel primo GP del 2023 parte dalla pole ed è sul podio della Sprint. Ma la domenica cade e salta i successivi tre appuntamenti. È una stagione complicata, nella quale sale sul podio solo in Giappone. Decide così di rimettersi in gioco e cambia tutto: passa dalla Honda ufficiale alla Ducati indipendente del team Gresini, con la quale nel 2024 ottiene nove podi e tre vittorie. Viene così promosso al team ufficiale di Borgo Panigale, dove torna il tritatutto di un tempo: ottiene undici vittorie e in Giappone chiude i giochi iridati mettendo il settimo sigillo nella classe regina. Ma poi viene coinvolto in un incidente, in Indonesia, e si fa male. Resta fuori per il resto della stagione. Nel 2026 ha un solo obiettivo: vincere ancora.