Settantacinque anni e 3.392 GP dopo

Nick Harris torna al 13 giugno del 1949 per tratteggiare una storia che collega il presente all'alba del campionato del mondo

Cos’avevano davanti, non potevano di certo saperlo. I piloti che si sono schierati su Glencrutchery road avevano davanti diverse incognite. La prima, vicina, era riferita alla gara che stavano per affrontare sui circa 60 chilometri del Tourist Trophy. La seconda, inimmaginabile, riguardava ciò che sarebbe successo nei 75 anni a venire. Sull’Isola di Man, il tempo era favoloso: alle 11 di mattina di lunedì 13 giugno, quando il calare della bandiera ha segnato il via, nasceva il campionato del mondo di motociclismo. 

Il primo vincitore, in sella a una Velocette 350, è arrivato 447 chilometri più tardi, quando Freddie Frith ha tagliato il traguardo. Oggi, dopo 75 anni, di gare ne sono state registrate 3.392, nei Gran Premi. Il campionato del mondo è cresciuto. A volte, in maniera imprevedibile. 

La seconda guerra mondiale era finita da appena quattro anni, quando la FIM aveva lanciato il primo Mondiale. Distribuito su sei appuntamenti, prevedeva le classi 125, 250, 350, 500 e sidecar. Si svolgeva tutto in Europa: dall’Isola di Man si passava a Berna, in Svizzera. Quindi Assen in Olanda, Spa-Francorchamps in Belgio, Ulster nell’Irlanda del Nord e Monza in Italia. Sulla scia del conflitto bellico, sembrava un’impresa un po' esagerata. Ha messo le fondamenta di ciò che è diventato il motociclismo oggi. Tre quarti di secolo dopo, il campionato del mondo MotoGP è composto da venti gare in 16 diversi Paesi, su quattro diversi continenti. 

Ne sono successe di cose, in questo periodo. I Gran Premi su due ruote hanno toccato 31 nazioni e 75 tracciati come Brno, il Sachsenring e il Nurburgring. All’inizio si trattava di circuiti stradali, diventati poi piste permanenti. Assen, in Olanda, è l'unica che faceva parte del calendario già nel 1949. Ha mancato solo l’appuntamento del 2020, a causa del Covid. 

Il numero dei piloti ha superato quota 6.000, in rappresentanza di 62 Paesi. Di loro, solo 399 sono saliti sul gradino più alto del podio. A diventare campioni del mondo, esclusi i sidecar, sono stati in 126, da 21 nazioni. 

Il più giovane a essersi infilato tuta e casco per partecipare a un GP è stato Jorge Lorenzo, che ha poi vinto cinque titoli. Aveva 15 anni e un giorno, quando l’ha fatto. Si trovava in Spagna, a Jerez. Anno 2002. Il più anziano era stato Frank Cope, dopo aver spento 62 candeline.

Il più vincente è stato Giacomo Agostini, capace di 15 titoli e 122 GP vinti fra le classi 350 e 500. 

Ma torniamo sull'Isola di Man, 75 anni fa. Probabilmente Freddie Frith non si è mai reso conto del valore della sua impresa. Per il neozelandese Sid Jensen invece le cose sono andate diversamente. È stato il primo pilota a far rombare il proprio motore nella sessione di prove di un GP. Per assicurarsi il primato, nel cuore della notte precedente, aveva piazzato la sua AJS 350 sulla linea del traguardo. Mancavano più o meno sei ore al via del turno, in programma alle 5 di mattina. Mentre lui si riposava in un posto adeguato, alcuni amici facevano la guardia alla moto. In quel GP c’è stata anche la prima tragedia, con la morte del pilota Ben Drinkwater al quarto giro.

Oggi, celebrando i 75 anni del campionato del mondo, onoriamo i piloti che hanno perso la vita inseguendo un sogno. Il nostro ricordo è per loro.