Cos’hanno detto i piloti della MotoGP al termine del Gran Premio della Catalogna? Di seguito le dichiarazioni dei protagonisti, a partire dall’italiano salito sul gradino più alto del podio.
Fabio Di Giannantonio
Il romano del Pertamina Enduro VR46 Racing Team ha raccolto una vittoria che a un certo punto sembrava improbabile, anzi impossibile. Al 12° giro, infatti, è rimasto coinvolto nell’incidente che ha portato alla prima bandiera rossa. Fermo a bordo pista con una mano dolorante, sembrava destinato al ritiro. E invece.
Vincendo il numero 49 è tornato al successo per la prima volta dopo il suo acuto in Qatar nel 2023.
"Alla fine è stata una bella giornata, non tanto per le prestazioni, quanto per la consapevolezza che tutti stanno più o meno bene. Credo che sia un'ottima notizia per il nostro sport. Abbiamo offerto un grande spettacolo, ma siamo pur sempre umani. Vedere certe cose non è sempre piacevole”.
“Abbiamo dimostrato un'ottima velocità per tutto il weekend. In qualifica ho commesso un errore, ma a parte questo, credo che la nostra velocità sia stata incredibile. Ho capito di avere una possibilità appena iniziata la gara. La volevo sfruttare al meglio, senza sprecarla. Alla fine, torniamo a casa con una grande vittoria, la mia prima con questi colori. Voglio dedicarla al team perché hanno fatto un lavoro straordinario per arrivare fin qui. E anche per l'affetto che mi hanno dimostrato. Non lo dimenticherò mai"
“Questa vittoria è per il team e per Vale".
Fermin Aldeguer
Lo spagnolo, rookie dell’anno nella passata stagione, ha iniziato il suo 2026 con un infortunio che lo ha visto rientrare a stagione già avviata. Con il secondo posto di Barcellona riprende quota.
"Raggiungere questo risultato con altri piloti in ospedale non è piacevole”, le sue parole.
“È stato difficile gestire l'aspetto mentale”.
"Se guardiamo solo a noi stessi, dobbiamo comunque essere super contenti per via del difficile inizio di stagione, visto l'infortunio. Anche la moto è complicata. Ho bisogno di più tempo per capire come arrivare al vertice”.
"Non sono sicuro di avere il potenziale per rimanere tra i primi tre in tutte le gare. L’obiettivo è stare nei primi sei. Per avvicinarmi agli ufficiali, servirà più tempo. Ho anche bisogno di più fiducia quando entro nelle curve a sinistra, e nella mia condizione fisica".
Francesco Bagnaia
Il due volte campione del mondo della MotoGP ritrova il podio dopo parecchio tempo, per la precisione dalla vittoria ottenuta in Giappone l’anno scorso (poi è rimasto a secco per dieci domeniche). L’italiano del Ducati Lenovo Team ha tagliato il traguardo in quarta piazza, ma è stato poi promosso di una posizione a causa di una penalizzazione inflitta a Joan Mir (Honda HRC Castrol) per un’irregolarità nella pressione delle gomme. Il suo non è stato un GP semplice: alla seconda delle tre partenze, è stato infatti coinvolto nell’incidente alla prima curva che ha portato alla seconda bandiera rossa della giornata.
“Ringrazio il team per il lavoro svolto e l'impegno profuso. È un terzo posto, ma non credo di meritarlo. Per il campionato è comunque un buon risultato”.
“Voglio solo che questo tipo di risultati inizi a diventare la normalità. Dobbiamo continuare a concentrarci e lavorare come stiamo facendo".
Pedro Acosta
Efficace sabato, quando ha siglato la pole position e perso l’oro della Tissot Sprint per 41 millesimi, la punta del team Red Bull KTM Factory Racing ha avuto una domenica piena di grane. Al dodicesimo passaggio, mentre era in testa, la sua RC16 ha perso potenza e Alex Marquez (BK8 Gresini Racing MotoGP), che gli era in scia, non è riuscito a evitarlo, finendo poi a terra (di qui la prima bandiera rossa della giornata).
Lo spagnolo è comunque riuscito a ripartire, ma all’ultima curva del GP ha avuto un contatto con Ai Ogura (Trackhouse MotoGP Team) che l’ha messo KO.
"Sembra che abbiamo avuto un problema elettrico nella prima gara, la moto si è spenta improvvisamente. Stavo guidando come al solito, quando mi sono ritrovato senza potenza, niente”.
“Voglio mandare i miei auguri ad Alex e a Johann”.
Joan Mir
Secondo sotto la bandiera a scacchi, l’iberico del team Honda HRC Castrol è crollato in tredicesima posizione a causa della penalizzazione.
"Non c'è molto da dire, dobbiamo accettare le regole. Non capita spesso che ci siano sei piloti sotto inchiesta. Tutte quelle ripartenze, con le procedure di quick start e via dicendo, hanno probabilmente reso la vita degli ingegneri un po' più difficile del solito. Alla fine, abbiamo ricevuto una penalità per niente. Credo sia ingiusto perché non ho ottenuto alcun vantaggio in termini di prestazioni. La penalità è piuttosto pesante”.