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27 giorni fa
By motogp.com

Fabio come Ago, Barry o Kenny Jr?

Nick Harris, ex commentatore, evoca alcuni scenari possibili per il nuovo Campione del Mondo MotoGP™ 2021 per le ultime due gare dell’anno

Quale campione del mondo emulerà Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) nelle ultime due gare della stagione con la corona mondiale già assicurata? Nei decenni passati, una volta conquistato il successo finale, personaggi come Giacomo Agostini e Barry Sheene hanno voltato le spalle al Campionato, altri come Kenny Roberts Junior, hanno deciso di mostrare al mondo perché erano dei degni Campioni.

Competere negli anni '60 e '70 era costoso anche se eri Campione del mondo. La decisione di Ago di non correre in certi circuiti una volta assicuratosi il titolo mondiale della 500cc era legata sia a motivi di sicurezza che finanziari. Perché rischiare la vita su un circuito stradale pericoloso soprattutto se si poteva correre una gara fuori dal Campionato in un altro Paese lo stesso pomeriggio e guadagnare più soldi? L'assenza di Ago a quelle gare produsse alcuni risultati da record.

Yamaha: un 2021 ricco di sfide

Nel 1969 l’italiano saltò il penultimo round a Imola e la gara venne vinta da Alberto Pagani, che diventò il primo figlio a vincere un Gran Premio così come fece il padre. Una settimana dopo, sul circuito stradale di Opatija in Jugoslavia, con Ago di nuovo assente, fu Godfrey Nash a portare la sua Norton alla vittoria. Angelo Bergamonti, compagno di squadra di Ago in MV Agusta, ottenne la sua unica vittoria in 500cc nel round finale al Parc de Montjuic per il Gran Premio di Spagna del 1970 mentre Ago era impegnato in una gara del Campionato inglese. Un anno dopo a Jarama, in Spagna, Dave Simmons portò la Kawasaki alla prima delle due vittorie in classe regina con Ago assente. Nel 1972 l'italiano saltò di nuovo il round finale al Parc de Montjuic e Chas Mortimer diede alla Yamaha la sua prima vittoria nella classe regina in sella alla 352cc a due tempi.

Barry Sheene mancò i tre round finali sui circuiti stradali di Imatra, Brno e Nürburgring nel 1976. Così Pat Hennen divenne il primo vincitore americano di un Gran Premio in Finlandia. John Newbold afferrò la sua unica vittoria in 500cc a Brno, mentre Ago vinse per l'ultima volta sulla MV Agusta a quattro tempi in Germania. Fu l'ultima delle sue 68 vittorie in 500cc.

Spostiamo ora l'orologio in avanti, al 2000 al GP del Giappone, a Motegi. Kenny Roberts Junior regalò il titolo alla Suzuki con un sesto posto a Rio, in Brasile, in una gara vinta da Valentino Rossi dopo una fantastica lotta con l'eroe locale Alex Barros. Fu la corsa perfetta di Kenny ma venne messa in ombra dallo scontro Rossi-Barros. Otto giorni dopo il nuovo Campione del Mondo riprese la scena a Motegi dimostrando a tutti perché ha seguito le orme del suo illustre padre.

Ho sorriso domenica scorsa immaginando l'incredulità e poi il panico in sala stampa, nelle cabine di commento e nei box di tutto il mondo quando Pecco Bagnaia (Ducati Lenovo Team), così vicino alla vittoria della gara a Misano, è caduto lasciando che Quartararo diventasse Campione del Mondo. Molte volte è successo anche a me che un gol all'ultimo minuto di una partita di calcio cambiasse completamente tutta la storia. Non dimenticherò mai Brno del 1988. Ero seduto con i piedi su una scrivania spartana nella cabina di commento sognando una bottiglia di quello champagne rosa russo che si poteva comprare a Brno per meno di cinque euro. Ero pieno di autocompiacimento per quello che pensavo fosse stato un buon pomeriggio di lavoro per la BBC.

Avevo appena intervistato Eddie Lawson, il nuovo Campione del mondo 500cc, in diretta radiofonica e commentato la gara. Dissi al produttore, a Londra, che era meglio aspettare prima di inviare il pezzo finale in modo da aggiungere i dieci secondi sulla gara di sidecar anche se Steve Webster aveva 18 punti in meno di Rolf Biland alla vigilia del round finale. Steve aveva poche possibilità di ottenere il titolo che significava così tanto per i fan britannici senza alcun successo in quel Campionato. Webster col passeggero Gavin Simmons conduceva la corsa che vedeva il potenziale campione Biland in quarta posizione. Improvvisamente, dal nulla, Biland iniziò a rallentare e poi costeggiò a quattro giri dalla fine.

Pandemonio totale nella cabina di commento, ma sono riuscito a commentare gli ultimi due giri in diretta e poi a intervistare Webster. Era stato vicino e certamente ci sono voluti più di dieci secondi ma ne è valsa la pena quando l'inno nazionale è rimbombato sulla campagna di Brno.

Quindi, un consiglio a tutti gli addetti alla comunicazione che saranno a Portimao: siate pazienti. Non iniziate a scrivere fino a quando le gare di Moto3™ e Moto2™ non saranno finite. Fabio, sono certo, seguirà l'esempio di Kenny Roberts Jr per festeggiare il titolo mondiale MotoGP™.

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