Tenete il telefono a portata di mano

Per la MotoGP™ inizia la pausa estiva: ma ciò non significa che resteremo a secco di notizie

E così, anche quest’anno la pausa estiva è arrivata. È tempo di andare al mare per dedicarsi alla tintarella. Senza sconnettersi del tutto, però. Perché la prima metà della stagione che marca i 75 anni dall’inizio del campionato ha mostrato qualcosa di straordinario.

Lo spettacolo è stato di primo livello. Basta guardare alla gara del Sachsenring di domenica scorsa, con il colpo di scena che ha visto Jorge Martin (Prima Pramac Racing) cadere alla curva 1 quando mancavano due giri ed era in testa. La vittoria è così andata a Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team), che si sposerà fra qualche giorno. Il perfetto regalo di nozze, si potrebbe ironicamente dire, visto che il campione del mondo in carica si è preso pure la vetta della classifica iridata. Ci sono state poi la battaglia fra i fratelli Marquez per il secondo posto della classe regina, la lotta per il podio della Moto2™ dietro a Fermin Aldeguer (SpeedUp Racing), la bagarre in Moto3™ tra David Alonso (CFMOTO Gaviota Aspar Team) e Taiyo Furusato (Honda Team Asia).

Ma soprattutto, il mercato.

Bagnaia e Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha
MotoGP™) hanno rinnovato con i rispettivi team. Per il resto, le cose si sono sviluppare all’insegna dei rimescolamenti. 

Era inevitabile, visto che i contratti della maggior parte dei big erano in scadenza a fine stagione. Le domande attorno al futuro di Marc Marquez (Gresini Racing MotoGP™) e Martin si sono sprecate. Gli annunci sono arrivati all’improvviso. E in gran quantità. 

Il passaggio del numero 93 al team ufficiale Ducati e quello del numero 89 all'Aprilia erano il sogno di ogni giornalista. Ma le cose sono andate oltre: Enea Bastianini lascerà il box di Borgo Panigale per passare alla KTM del team Tech3 insieme a Maverick Vinales, che saluterà la squadra Aprilia Racing. 

E ancora: Marco Bezzecchi dal Pertamina Enduro VR46 Racing Team ad Aprilia Racing. Il team Pramac che ha optato per una cambio di marchio, da Ducati a Yamaha. Aleix Espargaro (Aprilia Racing) insieme alla HRC come tester.

Ce ne sono stati parecchi, di cambi memorabili, nella storia di questo sport. Penso alla conferenza stampa di Valencia 2003, quando Valentino Rossi ha annunciato il passaggio dalla Honda alla Yamaha. Ricordo Casey Stoner preso da una conversazione con il vicepresidente della HRC Shuhei Nakamoto nel bar dell'hotel dell'aeroporto di Dresda prima della pausa estiva del 2010. La stagione successiva avrebbe lasciato la Ducati per portare la Honda al titolo mondiale.

Ma la mossa di mercato che mi ha lasciato a bocca aperta più di tutte è avvenuta nel 1988. Era mattina presto, quando il mio telefono ha squillato. All'altro capo del filo c'era Wayne Gardner, dall'Australia. Lo sapevo, mi ha chiesto, che Eddie Lawson avrebbe lasciato la Yamaha per passare alla Honda, per la quale lui correva? Pensava che fossi informato, visto che ero l’ufficio stampa del team della casa dell’ala dorata. Ma non era affatto così. Le cose, anche per me, sono diventate ufficiali più tardi, quando sono stato in California per realizzare con lo statunitense foto e video, oltre a raccogliere qualche dichiarazione. Nel 1989 ha vinto il titolo con la Honda. Poi è tornato alla Yamaha. 

Un’altra volta sono stato addirittura protagonista, anche se dietro le quinte. Era il 1982. Di nuovo il telefono, driin driin. Quella volta era Barry Sheene. Mi informava che aveva rifiutato un’offerta per correre con il team Yamaha di Giacomo Agostini. Non dovevo dirlo a nessuno, però. Poco più tardi, una telefonata di Graeme Crosby dalla Nuova Zelanda. La Suzuki l’aveva lasciato a piedi ed era in cerca di una sella. Gli ho consigliato di chiamare Ago. Qualche giorno dopo aveva firmato con lui. A fine anno era vicecampione del mondo della classe regina. A Barry, questa storia non l’ho mai raccontata. 

Quando si rientrava dalla pausa estiva, era sempre divertente. Birre in mano, nasi bruciati dal sole, racconti di quello che era successo in spiaggia o in discoteca. Poi il 2002, Brno. Un messaggio di Sheene: ho il cancro. È stato un brutto rientro, in grado di cancellare qualsiasi serenità. Kenny Roberts l’ha chiamato al telefono, più tardi. Quella sera, abbiamo brindato alla sua. A Barry. Persona straordinaria, grande campione. Abbiamo parlato di lui tutta la sera. 

Ora, comunque, godiamoci la pausa estiva. Le vacanze. Che la parte più dura della stagione deve ancora venire. Undici gare in poco più di tre mesi, in tre continenti diversi. Non staccate del tutto, però. Che qualche sorpresa, accadrà di certo. E lo verrete a sapere al telefono. Com’è successo a me.