Marc e Alex Marquez fanno la storia, 27 anni dopo i fratelli Aoki

Secondo e terzo nel GP della Germania corso al Sachsenring, i due spagnoli sulle Ducati replicano quanto fatto dalla famiglia Aoki nel 1997

Non succedeva da 27 anni, ben prima dell’inizio dell’era MotoGP™ a quattro tempi, che dal 2002 ha progressivamente rimpiazzato le precedenti 500 a due tempi. 

Due fratelli insieme, sul podio della classe regina. Un legame di sangue e di sport, all’insegna del talento e dell’affetto. Protagonisti, domenica scorsa, Marc e Alex Marquez. Con gli stessi colori, addirittura. Quelli del team Gresini Racing MotoGP™. 

Un avvio stentato

È successo al Sachsenring, dove il più grande dei due aveva già vinto undici volte, ma nel 2024 ha affrontato un Gran Premio fatto di aspettative, batoste, inciampi e recuperi. 

A motori spenti, prima che in pitlane si accendesse il semaforo verde, il numero 93 aveva avvertito: per lottare davanti, sarebbe servito un fine settimana perfetto. E invece, già dal venerdì mattina, i primi problemi.

Una scivolata abbastanza innocua nelle prime libere, un gran volo all’inizio delle prove del pomeriggio, quando è stato sbalzato dalla sua GP23 a circa 190 km/h. Il bollettino: una frattura all’indice della mano sinistra e male alle costole sul lato destro. 

GP della Germania in salita

Sabato, nelle qualifiche, l'otto volte campione del mondo ha affrontato la Q1, dove ha trovato sulla sua strada un Stefan Bradl poco pronto per lasciare pista libera a chi era impegnato nel time attack decisivo. Ostacolato dall’ex compagno di marca, tester della Honda con cui lo spagnolo ha ottenuto tutte le sue vittorie nella classe regina al Sachsenring prima di passare alla Ducati, l’iberico si è qualificato in tredicesima piazza.

Nella Tissot Sprint, ancora acciaccato, ha strappato il sesto posto con un sorpasso all’ultima curva su Maverick Vinales (Aprilia Racing).

Domenica, si è svegliato sentendosi fisicamente meglio. Quindi, con la possibilità di guidare aggressivo come piace a lui.

In gara, s’è visto eccome.

Domenica super

La rimonta è stata progressiva, una posizione alla volta. Ma non senza qualche episodio ruvido: il primo alla terza curva, quando Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) ha percorso diversi metri con la gomma anteriore che strisciava sulla coscia destra dello spagnolo, entrambi in piega, i piloti tutti vicinissimi dopo la partenza. 

Nell’ultimo terzo della gara, corsa su 30 giri, un contatto con Franco Morbidelli (Prima Pramac Racing) mentre lottava per la quarta posizione. Alla prima staccata il numero 21 è andato un po’ lungo, riuscendo però a rientrare in uscita di curva. Marc Marquez, che si stava infilando, non se l’aspettava e i due sono finiti carena contro carena, la GP23 dello spagnolo scomposta, il vetro del cupolino spezzato nell’urto. 



Fra i due litiganti ha provato a inserirsi Enea Bastianini (Ducati Lenovo Team), che ha superato un Marc Marquez pronto a replicare, sorpassare Morbidelli e mettersi all’inseguimento del fratello Alex, in terza piazza con un discreto margine. 

Il più giovane dei due fino a quel momento aveva vissuto un fine settimana diverso: bene nelle prove e poi in qualifica, dove aveva ottenuto la partenza dalla quinta casella dello schieramento. Nella Sprint del sabato aveva però chiuso nono, tre posizioni peggio di Marc. 

In vista della domenica, non sembravano esserci grandi speranze per nessuno dei due. E invece. 

Solo un posto sul podio

A tre giri dalla fine sembrava esserci solo un posto libero sul podio. Jorge Martin (Prima Pramac Racing) era in testa con circa un secondo di margine su Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team), con Alex Marquez terzo e più attardato. 

Al penultimo giro, poi, il colpo di scena con Martin KO alla prima curva e i due fratelli virtualmente sul podio, Alex secondo e Marc terzo. 

Non era finita, però, perché il numero 93 stava risalendo: ha completato la sua rimonta sorpassando il fratello e prendendosi la seconda piazza. Superata la bandiera a scacchi, per entrambi è iniziata la festa. 

I Marquez Bros avevano già condiviso diversi momenti speciali: già vincitori nello stesso giorno, ma in classi diverse. Campioni del mondo nelle stesse stagioni, sempre in categorie distinte, per due volte, nel 2014 e 2019. Mai sul podio insieme, prima di domenica scorsa, nella classe regina. 

Profumo di storia

Il loro risultato ha replicato quanto fatto da Nobuatsu e Takuma Aoki a Imola nel 1997, entrambi in sella alle Honda e dietro a Mick Doohan. 

I fratelli Marquez, addirittura, potrebbero ripetersi: ci riusciranno già dalle prossime gare? La prima è in programma a inizio agosto, con il Gran Premio della Gran Bretagna.