Una settimana fa aveva 102 punti di distacco dal pilota in testa alla classifica generale della MotoGP. Era reduce da un settimo posto raccolto nella gara del rientro dopo un doppio intervento chirurgico al piede e la spalla destri. Assisteva al dominio tecnico dell’Aprilia, capace nel GP d'Italia di prendersi pole, Tissot Sprint e vittoria, arrivando inoltre vicina a un podio monomarca.
Per qualcuno, le possibilità di vedere Marc Marquez nella lotta per il titolo 2026 erano scarse.
Ma poi c’è stato il Gran Premio d’Ungheria. E le cose sono cambiate.
Il campione del mondo in carica del Ducati Lenovo Team ha sorpreso tutti e fatto bottino pieno portandosi a 72 lunghezze dal leader. Nonostante le perplessità fisiche e tecniche. Nonostante le voci di chi l’aveva dato per spacciato (o quasi).
Ora, con quattordici round ancora da disputare su 22, lo spagnolo fa salire le sue quotazioni. Soprattutto alla luce del nuovo slancio. Alla sua precedente vittoria, che risaliva al settembre del 2025 (GP di San Marino), erano seguiti un podio e un infortunio che l’aveva tenuto fermo fino all’anno nuovo, iniziato però con qualche incertezza.
A Le Mans una caduta nella Sprint e una frattura a un piede, poi la doppia operazione (già programmata, è stato dichiarato) che ha coinvolto anche la spalla, per dei problemi che lo spagnolo si trascinava da un po’.
Il numero 93 è tornato in pista al Mugello e con relativa prudenza, girando per il paddock con un tutore al piede destro. Ci ha preso le misure. Si è imposto di non strafare. E in Ungheria, una settimana dopo, ha colpito.
A parole, cerca comunque di tenere le aspettative basse: "Il campionato è lunghissimo, ma non stiamo attraversando il momento giusto, né siamo nella forma giusta”, ha affermato dopo il successo di Balaton riferendosi alle sue chance iridate.
“Francamente, non mi sento pronto a lottare. Questo weekend è successo, ma al Mugello abbiamo chiuso a 10 secondi dal leader, quindi vedremo”.
E ancora: “Dipenderà molto da Brno e Assen, poi dalla pausa estiva. Devo ancora raggiungere quello che sarà il mio nuovo 100%. Non dico il mio 100%, ma il mio nuovo 100%. In quel momento capirò la situazione. Poi, è ovvio, mi conoscete. Se sono qui, è per lottare. In ogni gara e sessione di prove”.
Marquez parla in maniera prudente, afferma che dovrà capire come starà una volta tornato in piena forma, ma afferma anche che l’istinto è quello di sempre. La fame, la voglia, la grinta: sono lì, presenti. Chissà, forse più di prima, viste le difficoltà che ha dovuto superare.
Fra i rivali, nessuno lo considera fuori dalla corsa al titolo. Né Marco Bezzecchi (Aprilia Racing), che guarda tutti dall’alto, né Jorge Martin (Aprilia Racing), che insegue a -20. Idem per Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team), che nel 2022, quando le Sprint ancora non c’erano e al massimo si incassavano 25 punti a GP, ha recuperato 91 lunghezze su Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP).
Nel 2025 Marquez ha vinto il suo settimo campionato nella classe regina nonostante un infortunio che gli ha fatto saltare gli ultimi cinque GP. E con un margine di 78 lunghezze sul secondo (nel giorno in cui ha messo le mani sul titolo erano 201).
Fra chi ci crede c’è il team manager del box ufficiale di Borgo Panigale, Davide Tardozzi: “Aspettavamo questo giorno dall'inizio della stagione”, ha commentato dopo il successo del campione del mondo in carica a Balaton. “Siamo felici che sia arrivato ora, mentre Marc sta recuperando la piena forma fisica”.
Dopo un avvio di stagione così così, il Ducati Lenovo Team sta ritrovando la strada: registra “tre podi consecutivi per Bagnaia e il ritorno alla vittoria per Marc”, ha ricordato Tardozzi. “Qui si è preso tutto".
"Per Marc è un sogno. Sappiamo, come lui, che non è al 100%. Ma alla fine è il campione che conosciamo. E a volte gli piace sorprenderci”.
Con quale approccio affrontare dunque i prossimi round?
“La priorità - spiega Tardozzi - è considerare una gara alla volta ed essere sicuri che Marc torni al 100% dal punto di vista fisico. È questo il problema principale per noi. Sappiamo che quando è in forma smagliante è uno dei migliori. Abbiamo grande rispetto per gli avversari che sono in testa al campionato e sappiamo che sono stati sfortunati questo fine settimana. Recuperare 30 punti come abbiamo fatto qui al Balaton Park non è la norma, sappiamo bene che dalla prossima gara saranno difficili da battere”.
Il team Aprilia Racing in effetti ha salutato l’Ungheria leccandosi le ferite. Un incidente alla prima curva, innescato da Martin, ha coinvolto anche Bezzecchi, rimasto così a secco di punti, così come il compagno di squadra.
Nel giorno nero di Noale, Ducati ne ha approfittato e Marquez ha riassaporato il gusto della vittoria dopo diversi mesi in salita. "Mi sono messo molta pressione durante la mia carriera”, ha spiegato. “Ora mi rendo conto che, dopo tutto quello che è successo, devo godermi il momento ed essere un po' più indulgente con me stesso. Voglio essere più rilassato, con la stessa intensità di sempre, cercando di divertirmi".
La ricetta è questa. Sarà quella giusta, per puntare all’ottavo titolo in MotoGP?