A Barcellona succede di tutto, Fabio Di Giannantonio vince dopo il botto

Due bandiere rosse e tre partenze per la MotoGP a Barcellona: sul podio insieme al romano Aldeguer e Bagnaia, ecco cos'è successo

A metà dei giri previsti per il Gran Premio Monster Energy della Catalogna, Fabio Di Giannantonio sembrava doversi rassegnare al ritiro.

Dodici passaggi più tardi, in una domenica caratterizzata da tre partenze, due bandiere rosse e altrettanti piloti portati via in ambulanza, il portacolori del Pertamina Enduro VR46 Racing Team ha vinto il sesto round della stagione davanti Fermin Aldeguer (BK8 Gresini Racing MotoGP) e Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team).

Nonostante una mano dolorante. Nonostante lo stress di una giornata imprevedibile.

Un incidente dietro l'altro

Difficile infatti immaginare una domenica più complicata, per il numero 49 (come per il resto della griglia). Quando è stata esposta la prima bandiera rossa il romano si trovava a bordo pista, la sua Ducati colpita dai pezzi di un’altra GP26 finita per aria dopo un contatto fra il leader della corsa e il pilota che lo inseguiva. È rientrato ai box parecchio tempo dopo, la moto visibilmente segnata dall’impatto. Non era nemmeno chiaro se sarebbe ripartito. 

Ma per capire meglio com'è andata occorre partire dall'inizio. Andiamo con ordine. 

La partenza

Al via delle ore 14 il poleman Pedro Acosta (Red Bull KTM Factory Racing) si è confermato in testa seguito da Alex Marquez (BK8 Gresini Racing MotoGP) e Raul Fernandez (Trackhouse MotoGP Team), che ha presto superato il ducatista mettendosi alle spalle del leader.

Uno dei protagonisti, in questa fase, è stato Jorge Martin (Aprilia Racing), partito dalla nona casella dello schieramento. Prima un contatto con Alex Marquez, poi una sbavatura alla curva 10 che gli ha fatto perdere terreno. Sorpassi, incroci di traiettoria e repliche non sono mancati, nella mischia anche Johann Zarco (Castrol Honda LCR) e Franco Morbidelli (Pertamina Enduro VR46 Racing Team).

Fernandez in testa

Al quinto passaggio il leader Acosta è stato superato da Fernandez, che si è preso la prima posizione e ha dettato il ritmo per quattro di giri, quando il pilota della KTM si è rimesso davanti.

Fernandez, a quel punto secondo, è stato poi infilato da Alex Marquez, che all’inizio del dodicesimo passaggio ha bussato alla porta di Acosta. Si è affacciato nella staccata della prima curva, senza però passare.

Lo spavento

Poi il colpo di scena: all’uscita dalla curva 9 la KTM di Acosta ha avuto il singhiozzo. Lo spagnolo ha alzato un braccio per segnalare il problema, ma Alex Marquez non è riuscito a evitarlo. La sua GP26 ha colpito il posteriore della RC16 del connazionale, poi è schizzata verso destra, fuori pista. I pezzi, volati un po' ovunque, hanno colpito fra gli altri Fernandez e Di Giannantonio, finito a terra.

Il romano è rientrato ai box con calma. Acosta, con la ruota posteriore completamente sgonfia, l’ha fatto grazie all’aiuto di alcuni colleghi che l’hanno spinto fino alla pitlane.

Il secondo via

Per la seconda partenza i piloti si sono schierati in base alle posizioni dell’11° giro, con la prima fila composta da Acosta, Fernandez e Martin, vista l’assenza di Alex Marquez.

Alla prima frenata un incidente ha però portato a una nuova bandiera rossa, con Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team), Luca Marini (Honda HRC Castrol) e Zarco nella ghiaia. Il francese, come il numero 73 in precedenza, è stato portato via in ambulanza.

Terzo start

Alla terza partenza, con 12 giri da completare (come la Tissot Sprint di ieri), Acosta si è di nuovo confermato in testa, inseguito da Martin, Fernandez e Joan Mir (Honda HRC Castrol). Fiacco invece lo spunto di Di Giannantonio.

Alla quinta curva l'ennesimo colpo di scena, con Fernandez che ha atterrato Martin. Acosta, in testa, ha così dettato il passo davanti a Mir e Bagnaia, che è però calato e al quarto passaggio è stato scavalcato da Di Giannantonio. In risalita anche Ai Ogura (Trackhouse MotoGP Team), scattato dalla diciottesima casella, che all’ottavo giro ha retrocesso l’ufficiale Ducati in quinta posizione e si è messo all’inseguimento del gruppo di testa.

I sorpassi decisivi

Di Giannantonio, terzo, ha rotto gli indugi a cinque giri dalla bandiera a scacchi quando ha strappato il secondo posto a Mir. Due passaggi più tardi ha superato Acosta e si è subito preso alcuni metri di vantaggio, lasciando lo spagnolo a fare i conti con gli inseguitori.

Lo squalo della KTM navigava in acque pericolose: nell’ultimo giro è stato infilato prima da Mir e poi da Aldeguer, anche lui in rimonta. All’ultima curva, poi, è caduto a causa di un contatto con Ogura. I due si stavano giocando la quarta posizione. A causa della manovra, il giapponese è stato penalizzato di 3 secondi: ha così chiuso in ottava piazza.

Penalizzato inoltre, dopo la gara, Mir. La causa: irregolarità nella pressione degli pneumatici. È stato retrocesso in tredicesima posizione. In terza piazza ci è così finito Bagnaia.

E Bezzecchi?

Giornata in salita per il leader iridato Marco Bezzecchi (Aprilia Racing), mai in partita ma quarto dopo l'impatto delle penalizzazioni, subito dietro a Bagnaia.

Quinto Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) seguito da Marini e Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing). Nono il rookie Diogo Moreira (Pro Honda LCR).

La classe regina tornerà in pista fra un paio di settimane al Mugello per il Gran Premio d’Italia.

QUI la classifica completa del GP corso a Barcellona.

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