Vincitore di 15 titoli mondiali è universalmente riconosciuto come il miglior pilota motociclistico di tutti i tempi. La sua carriera copre l'arco temporale tra gli anni ’60 e la prima decade degli anni ’70. Agostini è rimasto nel mondo delle corse anche dopo il ritiro dell’attività agonistica ricoprendo vari ruoli come direttore sportivo, commentatore ed opinionista del MotoGP™.
I suoi successi iridati sono stati vinti nelle massime categorie, otto in 500cc e sette in 350cc salendo per 122 volte sul gradino più alto del podio. Fui il primo motociclista che visse lo sport e la popolarità come fanno oggi i campioni delle due ruote. Ricordato per i suoi successi in pista e amato dall’opinione pubblica fu un vero idolo per gli italiani; pilota riferimento di molti sponsor i cui loghi comparivano regolarmente sulla sua tuta, ricoprì il ruolo di protagonista anche in fotoromanzi e fu testimonial di campagne pubblicitarie nonché attore.
Il suo stile di guida era pulito e veloce, raramente Agostini rimase vittima di cadute, qualità che gli assicurò continuità di risultati per tredici stagioni.
Nato a Brescia nel 1942 e cresciuto nelle competizioni motociclistiche giovanili, iniziò la sua avventura nel Campionato del Mondo velocità nel 1964 in classe 250cc come portacolori del team Morini su moto analoga. L’anno seguente fu ingaggiato da MV Agusta per correre in 350cc e in 500cc come sostituto di Mike Hailwood.
Agostini vinse da subito nelle due categorie alla sua prima stagione e dimostrò il suo grade talento laureandosi vice campione delle due classe nel 1965. L’anno dopo conquistò il suo primo titolo della classe maggiore ripetendosi nel 1967 e arrivando al secondo posto nella 350cc.
Dalla stagione successiva inizierà l’epoca d’oro per ‘Ago’, come è stato chiamato negli anni, e MV Agusta. Il binomio dominerà nettamente la scena delle motociclismo mondiale per cinque stagioni consecutive vincendo tra il 1968 e il 1972 dieci titoli.
Nel 1973 conquistò la sua ultima corona iridata con MV in 350cc e dall’anno successivo diventò pilota Yamaha trionfando subito alla 200 miglia di Daytona. Vinse con la moto dei tre diapason nella categoria minore e nel 1975 fu il migliore della classe regina.
La sua carriera leggendaria finì nel 1977 e la sua ultima vittoria arrivò l’anno precedente al GP di Germania.
Dopo la fine della sua attività in pista diventò direttore sportivo e manager del Team Marlboro-Yamaha dove dal 1982 passò undici anni vincendo sei titoli mondiali in classe 500cc: tre titoli costruttori e tre titoli piloti con Eddie Lawson.
Nel 1992 fu chiamato da Cagiva, dove rimase per tre anni, fino al ritiro della casa varesina dalle competizioni e nel 1995 pateciperà come direttore tecnico alla sua ultima stagione nelle competizioni con il pilota Doriano Romboni.
Il suo palmares da pilota non è ancora stato eguagliato. Nella storia del Campionato Mondiale di Velocità è il corridore che ha conquistato il maggior numero di titoli iridati vincendo 123 GP e riuscendo a guadagnare il podio in 163 delle 190 disputate. Nella classe 500 ha ottenuto otto titoli mondiali con 68 vittorie e, nella ""350"", 7 mondiali e 54 gradini più alti del podio mentre in 750cc ha vinto un solo GP. È l'unico ad aver conseguito un numero di titoli iridati, 15, superiore al numero delle stagioni interamente disputate, 13. A questi si aggiungono 18 titoli nazionali, 16 nel campionato Italiano Velocità, uno nel campionato Italiano Velocità in Salita ed uno juniores per un un totale di 311 vittorie in gare ufficiali.
Nel 2003 è stato insignito dell’ordine di Commendatore della Repubblica Italiana per meriti sportivi.